Accam ammette lo “stallo”, il Comune ricorre alle vie legali
Si inasprisce la contesa per la firma della convenzione: è Gallarate a capeggiare il "fronte del no"
Il Comune di Busto Arsizio, di
fronte all’ostinata resistenza di Accam alla firma della convenzione, ha
deciso di agire legalmente. Il 2 dicembre scorso la Giunta ha conferito
allo studio legale Galgano di Bologna l’incarico per promuovere azione
civile nei confronti di Accam SpA al fine di ottenere dalla società la
restituzione degli immobili di proprietà comunale.
Durante il Consiglio comunale di venerdì sera il Sindaco ha informato che il 9
dicembre si è svolto un incontro tra una
delegazione del CdA Accam e una rappresentanza del Comune che comprendeva Rosa stesso e alcuni assessori e consiglieri. Accam
ha dichiarato a chiare lettere che si è verificato «uno stallo» circa la firma della convenzione. A causarlo sarebbe stato il Comune di Gallarate, denunciando al Collegio Sindacale di Accam
presunte infrazioni al Codice Civile che
avrebbero comportato gravi
responsabilità per il CdA qualora avesse firmato la
convenzione senza aver prima assunto un idoneo parere legale.
che ha approvato il 25 ottobre scorso lo schema della convenzione
Il
CdA di Accam, sulla base di due pareri legali ha proposto a Busto di rivedere l’accordo intervenendo su alcune parti in modo da evitare presunzioni di responsabilità.
Ad ogni modo, secondo il Comune di Busto le denunce di Gallarate sono «generiche» e non giustificherebbero il blocco della procedura. Tanto più che, sostiene l’amministrazione, l’atteggiamento assunto da Accam può rivelarsi esso stesso causa di responsabilità per
danni dovuti al ritardo della firma della convenzione e soprattutto al mancato rispetto del voto favorevole dell’Assemblea dei Soci.
Sempre durante il Consiglio comunale di venerdì sera, sul tema Accam non è macata un’aspra polemica tra Grandi (Progressisti) e Fontana (FI).
«Sulla questione Accam a Borsano (dove Fontana è in de facto il pro-Sindaco,
ndr) tu dici certe cose, a Gallarate Mucci (il Sindaco, ndr), tuo compagno di
partito, dice esattamente l’opposto…» ha attaccato Grandi; «Rammento a Grandi, che pensa
sia già Carnevale e si dà alle pagliacciate, che Busto e Gallarate sono due
Comuni diversi» ha risposto piccato Fontana.
È stato poi approvato,
con l’astensione delle opposizioni, il nuovo Statuto societario di Accam. I gruppi d’opposizione hanno tuttavia lamentato, a questo proposito, l’innalzamento del 2,5%
della tassa sui rifiuti da parte dell’amministrazione, a dispetto della proroga di un anno delle scadenze
della legge Ronchi. Sempre sul tema Accam, Gigi Farioli (FI) ha dichiarato con chiarezza
che «non ci facciamo problemi a dire in sede di partito che non condividiamo la
linea di Mucci a Gallarate; quanto al CdA di Accam, o fa quel che deve (cioè
firma la convenzione, ndr) o se ne va, visto che sta tentando di buttare a mare
un patrimonio condiviso di Busto e di altri 26 Comuni».
Accam farà comunque pervenire al Comune una proposta
di modifica della
convenzione prima dell’Assemblea dei Soci che avrà luogo venerdì 17 dicembre presso il
Comune di Legnano.
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