La svastica, la falce e il martello e il rifiuto del marxismo da parte della sinistra
Commentando l’equiparazione tra Stalin e Hitler, rilanciata, assieme alla congiunta proposta di mettere al bando i relativi simboli, da quelle lance spezzate dell’odierna isteria anticomunista, che sono gli esponenti lituano, polacco e italiano del Partito Popolare Europeo, Rossana Rossanda, in un articolo pubblicato dal manifesto giovedì 10 febbraio, ha dato una esemplare lezione etico-politica non solo a quella parte, ma, in modo tutt’altro che marginale, agli esponenti ‘lib-lab’ dell’anticomunismo ‘di sinistra’. Colpisce, infatti, lo stile dogmaticamente ortodosso con cui questi ultimi procedono, dopo aver parificato Marx, Lenin, Hitler e Mussolini, a legittimare, in buona sostanza, un’opzione socialdemocratica a condizione che si collochi sotto un’egemonia liberaldemocratica. Accade così che il ricorso alla nozione di totalitarismo sia sufficiente, per codesti apologeti della liberaldemocrazia (non pochi dei quali rientrano nella seguente tipologia bifasica: studenti antiautoritari negli anni ’60-’70 e cultori della ‘emancipazione accidiosa’ negli anni ’80-’90), a convalidare la condanna senz’appello del comunismo novecentesco e a sottoscrivere, più o meno tacitamente, la proposta di metterne al bando i simboli (come se l’attuale dittatura del mercato capitalistico, la guerra permanente dell’imperialismo ed il ‘pensiero unico’, che ne costituisce il riflesso sul piano sovrastrutturale, fossero quanto di più democratico e di meno totalitario si possa immaginare!). In realtà, ciò che gli attuali ‘termidoriani’ (che pure, a differenza di quelli storici, non hanno un passato di regicidi) cercano di rimuovere e cancellare attraverso la criminalizzazione del comunismo è l’idea stessa della rivoluzione, intesa non solo come rovesciamento dell’attuale società, ma anche come costruzione di una società diversa capace di garantire a tutti la massima libertà perché capace di garantire a tutti il lavoro, l’istruzione, l’accesso alla cultura, la salute e la previdenza.
A chi denuncia i ‘crimini del comunismo’ bisogna invece domandare se sia mai esistita una qualche forza storicamente progressiva la quale si sia affermata senza condurre lotte aspre e sanguinose contro le classi al potere (dalle ‘enclosures’, che la stessa borghesia inglese ha documentato nei suoi Blue Books e Marx ha ricostruito nella VIIª sezione del I libro del Capitale, alla repressione della Vandea, dalla guerra dell’oppio alla distruzione d’intere popolazioni, come i pellirosse, gli afroamericani, gli ‘indios’, per giungere alla guerra quotidiana che il capitalismo conduce contro quattro miliardi di uomini per garantire il benessere di un miliardo di uomini, benessere che, a causa della crisi economica mondiale, per non pochi di questi ultimi è tuttavia sempre più relativo e decrescente). Va detto perciò che nessuna contabilità di tipo quantitativo sui costi delle lotte fra le classi (perché di questo si tratta e non di criminologia) può cancellare la differenza qualitativa tra chi ha lottato e lotta per conquistare una società di liberi e di eguali e chi ha lottato e lotta per conservare o restaurare una società di subalterni e disuguali.
Eros Barone
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Tommaso Guidotti su Sulla ciclabile di viale Belforte serve fare chiarezza
Fabio Rocchi su Sulla ciclabile di viale Belforte serve fare chiarezza
principe.rosso su Ragazzini spaccano con un martelletto il vetro di un autobus di Autolinee Varesine, l'azienda: "Siamo esasperati"
robertolonate su Cade da un'impalcatura in un cantiere a Tradate, operaio soccorso dai vigili del fuoco
SABY24 su I genitori di un bimbo sono sordi, a Cocquio Trevisago una classe impara la lingua dei segni per la recita di fine anno
Felice su Rissa con bastoni e sassaiola alla stazione di Garbagnate: danneggiato anche un treno






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.