“Tassa fantasma” sulle insegne: “La Voce della Città” denuncia abusi continui
Il movimento fondato da Audio Porfidio accusa l'Ica di riscuotere tributi non dovuti già dal 2002
A nessuno piace pagare le tasse, ma pagare tasse che la legge non prevede è ancora più spiacevole. E questo sarebbe precisamente il caso verificatosi a Busto Arsizio (ma non solo: anche a Gallarate e a Varese) secondo la denuncia de "La Voce della Città". Il movimento fondato dal consigliere comunale Audio Porfidio (nella foto con l’avvocatessa Daniela D’Emilio), che si prefigge di raccogliere le segnalazioni dei cittadini in materia fiscale, ambientale, sociale, urbanistica, facendole quindi esaminare da esperti e presentandole in Consiglio comunale, ha tenuto questa mattina una conferenza stampa per denunciare quello che potrebbe rivelarsi molto più di un semplice abuso isolato.
La vicenda è semplice: la Finanziaria del 2002 prevedeva, fra le altre disposizioni, che la tassa sulle affissioni venisse pagata solamente dagli esercizi commerciali che espongono insegne superiori ai 5 metri quadri (o una serie di insegne collegate che superino tale misura). Viceversa, negli ultimi tre anni la società appaltatrice della riscossione del tributo, l’Ica – Imposte Comunali Affini srl, riscuote il tributo da chiunque esponesse un’insegna, non importa quanto piccola, apparentemente ignorando quanto disposto nella Finanziaria; e per chi si impunta a non pagare è in agguato la mora, con il raddoppio della tassa. La tassa imposta equivale a circa 70 euro al metro quadro in caso di insegne luminose e circa 35 in caso di insegne semplici; questo nei centri cittadini, perchè le tariffe variano a seconda della collocazione dell’esercizio commerciale.
In sostanza, dunque, i commercianti pagherebbero una tassa non dovuta ormai da tre anni. «E probabilmente non finisce qui, chissà cosa succede con altri appalti per la riscossione di tributi» ha azzardato Porfidio, lasciando ntendere che quanto denunciato potrebbe costituire null’altro che la punta di un iceberg. Le domande che "La Voce della Città" lancia non sono poche. Chi effettua le misurazioni, ad esempio? Si è parlato di misurazioni effettuate dall’Ica… in agosto, quando i negozi sono chiusi e i proprietari assenti. E le tariffe, in base a quali criteri sono diversificate secondo le zone della città? Sono passate per l’approvazione del Consiglio comunale?
A questi interrogativi si dovrà dare sollecita risposta, altrimenti "La Voce della Città" è pronta a sottoporre la questione alla Procura della Repubblica, che, nella parole di Porfidio, «deve entrare in possesso di tutti i fascicoli con i versamenti della tassa sulle insegne effettuati dagli esercenti dal 2002 ad oggi». L’Ica, secondo quanto sostiene "La Voce della Città", dovrà restituire con gli interessi le tasse indebitamente pagate dai cittadini.
In conclusione Porfidio, riprendendo il tema della sicurezza affrontato due settimane fa, ha ribadito la richiesta di un vero coordinamento delle forze dell’ordine che possa garantire controlli e tranquillità anche nei quartieri della periferia, dove cresce la preoccupazione per la criminalità. «Bisogna stringere i controlli, specialmente sugli extracomunitari; molti sono senza permesso di soggiorno e vanno rimandati indietro. Non è razzismo: io stesso sono emigrato dal Sud per lavorare qui, ma non mi sono dato alla delinquenza, nè a molestare le donne per strada come ho visto fare. E poi non si può essere costretti a dormire dietro inferriate con tutti gli allarmi attivati! Sembra di vivere in una grande città, ormai, tanto è l’allarme sicurezza. Se in 2-3 mesi non vedremo le forze dell’ordine attivarsi in concreto per coprire il territorio a dovere, scenderemo in piazza a manifestare».
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