Nuova Fiera: tempio laico dell’economia
Apre ufficialmente il polo fieristico di Rho/Pero. Berlusconi presiede alla parata di autorità: «Laurà, laurà: è il vizio di noi lombardi»
E’ stato tutto all’insegna dell’esaltazione dell’efficienza lombarda il discorso che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha tenuto durante l’inaugurazione del polo fieristico di Rho – Pero.
Berlusconi ha introdotto il suo breve discorso con la citazione di una lettura tratta da un elzeviro di Testori, che recitava fra l’altro: "laurà, laurà", “lavorare, lavorare”, nel descrivere lo spirito milanese. «Laurà, laurà: è il vizio di noi lombardi» ha commentato scherzosamente Berlusconi, auspicando quindi, in sintonia con le parole dette poco prima dal Ministro Lunardi, che «le grandi opere che abbiamo in programma in Italia possano essere completate rapidamente e rispettando i costi previsti, come è avvenuto qui».
«Abbiamo già aperto 37 cantieri per 32 miliardi di euro complessivi – ha poi proseguito entrando nei particolari delle Grandi Opere messe in cantiere dal suo Governo – Ma in realtà le opere pubbliche del piano decennale da noi previsto sono 125: speravamo di completare entro la fine della legislatura (il 2006) il 40% delle opere, invece ora si prevede di poter arrivare al 57%».
Berlusconi ha poi proseguito affermando: «Solo con la stabilità si possono fare le grandi opere: è per questo che negli ultimi 30 anni in Italia non se ne sono in pratica realizzate. Questo grande progetto della nuova Fiera dona a Milano, all’Italia e all’Europa tutta una grande opportunità per un futuro di pace, dominato dalle democrazie. Siamo la sesta potenza economica del mondo; contribuiamo dunque a portare democrazia, benessere e libertà anche al resto del pianeta».
La cerimonia ha visto una grande partecipazione di pubblico, ed è stata protetta da un impressionante schieramento di forze dell’ordine. Ad introdurre i relatori che hanno preceduto Berlusconi era la giornalista della Rai Tiziana Ferrario; il palco è stato posto ad una estremità del lunghissimo (1,3 km) vialone centrale coperto dalla elegante “vela” progettata da Massimiliano Fuksas. Al microfono si sono succeduti Luigi Roth, presidente di Fondazione Fiera Milano, il cardinale arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi, i sindaci di Pero e Rho Augustangela Fioroni e Paola Pessina, il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, il sindaco di Milano Gabriele Albertini, il Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi e il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Tra i numerosissimi ospiti non mancavano neppure alcuni ministri di altri Paesi, secondo quanto riferito da Formigoni. Inframmezzati agli interventi, attori del Piccolo Teatro hanno letto brani tratti da autori lombardi, quali Alessandro Manzoni e Carlo Cattaneo.
Comune a tutti i relatori avvicendatisi sul palco è stato l’apprezzamento per la solerzia e la puntualità con cui è stato rispettato l’appuntamento dell’inaugurazione: «i tempi previsti per i lavori, agli occhi dell’opinione pubblica, da velleitari si sono fatti miracolosi» ha efficacemente commentato Albertini. Il cardinale Tettamanzi, nell’impartire alla struttura la sua benedizione, l’ha definita «un tempio del commercio e degli scambi», sottolineandone la natura di luogo d’incontro di uomini di ogni parte del mondo in uno spirito di pace. Tanto Penati quanto Albertini e Formigoni, a sottolineare il carattere bipartisan del sostegno per la nuova Fiera, hanno lodato il partenariato pubblico-privato, «un modello di cooperazione» per Penati, con «un pubblico che controlla e coordina e un privato che intraprende ed esegue» secondo la visione di Albertini. L’unica frecciatina è venuta proprio da Penati, che ha lamentato una certa carenza di risorse sul territorio e richiamato la necessità di un governo metropolitano dell’area milanese e di un vero federalismo fiscale, per consentire, fra l’altro, di dare vita ad un welfare locale di qualità. Di «ottimismo della ragione e anche della volontà da parte di questo governo» ha parlato il Ministro Lunardi, ricordando anche lo sblocco dei cantieri dopo la Legge Obiettivo.
Nessuno, ovviamente, ha citato se non per liquidarle come «polemiche», le pesanti critiche piovute da più parti sulla scelta di procedere a questa inaugurazione a tre giorni dalle elezioni regionali, e con molte strutture e collegamenti della Fiera stessa ancora ampiamente da completare; la nuova stazione della linea 1 della metropolitana, ad esempio, resterà attiva fino al 2 aprile, poi sarà riaperta in ottobre, a lavori del tutto conclusi, per la “vera” apertura della Fiera di Rho-Pero. E dal 2006, se le promesse saranno mantenute, la Lombardia non sarà più la stessa.
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