Anpi: “Ricordiamo i martiri di Fondotoce”

Il 20 giugno 1944 42 partigiani vennero uccisi dai nazifascisti. L'Anpi di Gallarate era presente alla sfilata per ricordare quei martiri

Riceviamo e pubblichiamo

Il 20 Giugno del 1944 si consumò, nel territorio che oggi prende il nome di Verbano-Cusio-Ossola, uno dei più efferati massacri compiuti dalle forze nazi-fasciste contro la Resistenza italiana. Nell’illusione che solo atti di immensa ferocia avrebbero fermato la Lotta dei Partigiani resistenti, il Comando tedesco organizzò nei giorni precedenti un attacco militare di grandi proporzioni (17.000 armati) contro qualche centinaio di Partigiani asserragliati sulle montagne che, da tale imponente dispiegamento di forze, furono ben presto sopraffatti, indi catturati, torturati ed uccisi sul posto. Gruppi di Partigiani fatti prigionieri vennero tradotti presso la Villa Caramora di Intra, e confusi con altri prigionieri civili.  Da quel sito il 20 Giugno i nazi-fascisti prelevarono 43 persone che, dopo essere state costrette a sfilare per  gli abitati di Intra, Pallanza, Suna, Fondotoce, ed indicate dai carnefici come “banditi”, furono assassinate a gruppi di tre per volta sul greto del canale d’acqua che collega il Lago di Mergozzo con il Lago Maggiore. Tra questi, rocambolescamente, si salvò  Carlo Suzzi (il 43°, che proprio con questo nomignolo viene ricordato), ancora vivente, ma residente in Thailandia: recentemente intervistato, nell’impossibilità di affrontare un lungo viaggio per ragioni di salute, ha annunciato un suo telegramma di partecipazione alle Celebrazioni per il 61° dell’ Eccidio dei Martiri di Fondotoce. Celebrazioni alle quali l’ A.N.P.I. di Gallarate ha sempre partecipato: anche quest’anno era presente il 19 Giugno con una sua folta delegazione, accompagnata anche dall’ Amministrazione Comunale di Gallarate, rappresentata da una pattuglia di Vigili Urbani  con il Gonfalone del Comune. Partecipazione non formale, dunque, ad una commemorazione non formale: il ricordo del sacrificio di coloro che immolarono la propria giovinezza, la propria vita,  sull’altare di interessi supremi e non di parte, per la ricostruzione di un’ Italia libera e giusta, è doverosamente imperituro, esempio di valori condivisi che permisero il dispiegarsi della democrazia in un Paese che aveva conosciuto per vent’anni solo angherie, soprusi ed infiniti lutti. Esempio e Memoria per le giovani generazioni, che nulla saprebbero del passato se loro non venisse raccontato da coloro che ancora ne sono testimoni viventi, e da coloro che ne hanno raccolto la esaltante eredità. Esempio e Memoria anche per tutti quelli che oggi si affannano in cimenti davvero meno nobili, in una ipocrita ricerca di unità di intenti che si fa sempre più vaga ed effimera, e che assume talvolta i contorni di una voluta disfatta.

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Pubblicato il 20 Giugno 2005
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