Elezioni 2006, Forza Italia pronta alla mobilitazione
Il senatore Schifani a Busto, «dobbiamo aiutare Berlusconi a vincere». Sulle primarie: «Sono uno strumento valido per il futuro, ma vanno regolamentate»
La parola d’ordine di Forza Italia per le prossime elezioni politiche di aprile 2006 è: mobilitazione. È lo stesso Renato Schifani, presidente del gruppo dei Senatori del partito di maggioranza relativa del Paese in visita oggi a Busto Arsizio, a dirlo.
«Nei sondaggi fra noi e il centro sinistra non c’è una grande distacco, anzi siamo in una condizione quasi di parità. Dopo aver quindi vinto per due volte grazie a Silvio Berlusconi, questa volta è necessario scendere in campo e aiutarlo a vincere».
Insomma, il messaggio lanciato anche dal senatore forzista Antonio Tomassini (nella foto, a sinistra di Schifani) e da Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia, è chiaro: questa volta non si vivrà di rendita, e i militanti devono scendere in strada e fare una campagna elettorale da oggi fino ad aprile. «Dobbiamo trovare la capacità di mobilitare le persone – sostengono all’unanimità -, il coraggio di militare, di rimetterci la bandierina al bavero della giacca e girare per l’Italia».
L’incontro che i vertici forzisti di Busto, Provincia e Regione hanno organizzato questa mattina sabato 3 dicembre ai Molini Marzoli è iniziato con un ora di ritardo causa maltempo. Tema del dibattito era “Elezioni 2006. Le promesse mantenute e i nostri impegni per il futuro”. Alle 10.30 arriva Schifani: le prime domande dei giornalisti inquadrano subito i temi che accompagneranno il paese nei prossimi cinque mesi. «Vogliamo riformare il paese e la società, sostenendo il libero mercato e le famiglie. Speriamo che la gente ci rinnovi la fiducia, e che ci consenta di creare un’ Italia libera, dove anche l’opposizione impari ad essere avversaria e non nemica».Introdotti da un sempre esuberante Gigi Farioli, assessore provinciale alle Politiche comunitarie e rapporti istituzionali, i tre relatori hanno presentato al pubblico i risultati ottenuti da questo Governo, senza risparmiare qualche frecciata al centro sinistra. «Il cambiamento che abbiamo avuto il coraggio di introdurre, è dappertutto – ripetono uno dopo l’altro -: la scuola, la sanità, le infrastrutture, la diminuzione della fiscalità, dei tassi di disoccupazione, la lotta al terrorismo e le leggi per regolamentare l’immigrazione. Tutte riforme che il centro sinistra non è stato in grado di portare a termine nei continui cambi di legislatura a cui ha abituato il paese. Anche la devolution era necessaria: con la loro riforma del Titolo V rischiavano di infettare il paese con il virus della secessione».
È però sulla legge elettorale all’ordine del giorno dei lavori del Parlamento che Schifani ha concentrato il suo intervento. «Nel 2006 i partiti si presenteranno con il proprio simbolo. Sarà l’occasione per capire quali sono i reali rapporti di forza fra i partiti e Forza Italia non sarà più costretta a mediazioni che in questi anni hanno diminuito la sua visibilità, soprattutto a livello locale. Credo che un possibile successo alle politiche, avrà risvolti positivi anche al livello amministrativo. Sono sicuro che Varese darà una grande risposta in questo senso».
Sarà quindi la militanza quella che farà la differenza secondo i vertici del partito nel 2006, mentre il leader non cambia e rimane sempre Silvio Berlusconi. «Noi abbiamo un leader indiscusso – conclude Schifani – e non c’è bisogno di primarie. Chiaramente, anche per quanto riguarda il livello amministrativo, non servono quando c’è già un rappresentante uscente riconosciuto anche dalla base. Se non ci sono leader, allora possono essere un mezzo utile, ma solo se regolamentato di comune accordo fra i partiti. In questa ottica, diventeranno sicuramente uno strumento importante per il futuro»
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