Lucchina: «La Finanziaria 2007 è l’eutanasia della piccola impresa»

Una preoccupata Confesercenti ha discusso della manovra economica con Graziano Maffioli e Roberto Caielli

Se ne parla, ormai, a tutti i livelli. Il dibattito sulla Finanziaria del governo Prodi è stato l’ordine del giorno anche dell’incontro organizzata dalla Confesercenti di Laveno per venerdì a Villa Frua. Obiettivo della serata, aprire un confronto tra la Confesercenti, i commercianti, e due rappresentanti di maggioranza e opposizione, Daniele Marantelli per i Ds e Graziano Maffioli (in foto, il terzultimo da destra) per l’Udc. Marantelli, assente perché trattenuto in Parlamento proprio per le discussioni sulla manovra, è stato sostituito da Roberto Caielli (penultimo a destra). Solo una quindicina le persone presenti in una sala consiliare semideserta, dopo le scintille dell’assemblea sui parcheggi.

L’intervento che ha aperto la serata è stato quello di Gianni Lucchina (in foto), direttore della Conf
esercenti provinciale di Varese, e ha messo in chiaro le posizioni dell’associazione, poco tenere con la manovra economica: «Confesercenti esprime un parere decisamente negativo sulla Finanziaria, basti pensare che è la prima volta che cinque associazioni di piccole/medie imprese si uniscono per lottare (Associazione Artigiani, Cna, Ascom, Confesercenti e Coldiretti hanno costituito un tavolo comune per modificare la legge, ndr). Oltre ai punti specifici che non apprezziamo, tra cui la crescita della pressione fiscale e dei contributi previdenziali, e alle regole assurde sullo scontrino ficale, la mia critica si orienta contro la sua stessa impostazione culturale: la maggioranza non ha mai fatto una vera concertazione, ha riconosciuto come interlocutori soltanto la Cgil e Confindustria. Questa è l’eutanasia della piccola e media impresa, ma c’è ancora tempo per fare modifiche sostanziali, o addirittura cambiare l’impostazione della legge». L’errore di fondo, per Lucchina, sarebbe difendere troppo le grandi imprese, a scapito delle più grandi, credendo così di proteggere meglio i dipendenti.

Non molto lontana l’opinione di Graziano Maffioli, senatore dell’Udc, che parla con amarezza dei lavori parlamentari: «A volte si può lavorare fino a notte inoltrata, per poi vedere arrivare il maxi-emendamento, o la fiducia, che annulla tutta la nostra fatica senza colpo ferire. In ogni caso la Finanziaria crea un clima poliziesco, che non è positivo per la crescita del Paese». A difendere le posizioni dell’Unione ci ha pensato Roberto Caielli, che ha parlato di due obiettivi principali della Finanziaria: «L’idea è innnanzitutto quella di sistemare i conti dello Stato, non solo risparmiando ma anche accumulando un avanzo primario per la crescita dell’Italia. Un altro scopo è perseguire l’equità sociale, che  vorremmo raggiungere anche con le aliquote Irpef, a vantaggio dei redditi più bassi. Il Tfr? Lo usano già le imprese se i lavoratori danno il consenso, perché non dovrebbe usarlo lo Stato per finanziare opere utili per tutti come la Pedemontana?».

A ciò hanno replicato alcuni dei – pochi – commercianti presenti; c’è chi dice che l’evasione fiscale sia "patologica" per cittadini tartassati dai tributi, e chi ricorda di collegare esternalizzazioni e nuove tasse comunali (o, ad esempio, la creazione di nuovi parcheggi a pagamento) al taglio dei fondi per le amministrazioni locali, che sarà continuato dal governo Prodi. In attesa di conoscere il testo definitivo della Finanziaria…

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Pubblicato il 28 Ottobre 2006
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