I nostri primi quarant’anni. Come abbiamo sdoganato la Cna

Quattro storie di artigiani che raccontano la vita associativa, le battaglie, le sconfitte e le vittorie

Come un matrimonio, per molti di loro anche qualcosa di più. Un impegno, una fatica quotidiana oltre al lavoro, ma anche un grande privilegio, come ha sottolineato Vito Tioli. Qualcuno rappresenta la seconda generazione di associati, come ad esempio Angelo Bellora. Suo padre era stato tra i fondatori della Cna varesina. Qualcun altro l’ha fondata direttamente, come Franco Ardito. Qualcun altro ancora ha partecipato alle lotte dure per l’emancipazione dalla politica, come Giorgio Protasoni. Una storia ricca, i cui passaggi,  a volte felici e a volte preoccupati, sono stati scanditi dagli stessi protagonisti. Condotti dal professor Robertino Ghiringhelli, che per ogni intervento ha tracciato il quadro di riferimento storico-politico, Franco Ardito, Angelo Bellora, Vito Tioli e Giorgio Protasoni hanno raccontato la storia della Cna, il loro vissuto  e le loro speranze.

Robertino Ghirighelli, storico: «la Cna non ha un’opera di sintesi. La sua storia è una storia di cori, di categorie e comune pensare intorno ad un tema: il lavoro e l’uomo. Il 5 dicembre ’46 prima assemblea di artigiani che si richiamava a questi due principi. Il 17 aprile del 1966 nasce la Cna varesina. Non a caso a Varese, la società chiede nuove risposte, un’imprenditoria di largo respiro ispirata ad un principio di solidarietà. Il primo presidente fu Filippo Balzarini, con lui Stefano Deon e Gino Bartolozzi. Fino a quel momento a Varese "l’uomo Stato" dell’artigianato era Giannino Turri. Dall’aprile del 1966, dunque, c’è  anche qualcun altro».

Franco Ardito, socio costituente della Cna: «da allora ad adesso sono cambiati il mondo e anche le persone. Una mezza dozzina di uomini diedero vita ad una nuova associazione al Circolo di Belforte prendendo tre decisioni fondamentali per la nascita della confederazione. Assunzione di un segretario che pagavamo noi, aderire alla Cna nazionale e fare una assemblea per lanciare l’artigianato in provincia, per contare di più rispetto a prima. Affrontammo il problema del credito con la creazione di una  cooperativa popolare di garanzia, oggi Fidimpresa».


Giorgio Protasoni, ex segretario della Cna: «c’era Spadolini l’ultima volta che ho parlato da qui, era finito il commissariamento. La cooperativa di garanzia era nata in virtù della legge Bassetti (legge regionale), un provvedimento benedetto. Per la prima volta c’erano dei soldi che tornavano indietro agli artigiani e per la prima volta c’era uno strumento di contrattazione importante perché i consorzi sono di proprietà delle imprese socie non dell’associazione. A sua volta era un’impresa da gestire  e a sua volta era socia della Cna, ma senza vincoli di subordinazione. Una battaglia vinta all’interno dell’associazione, da sempre in carenza di risorse. A Varese siamo stati i primi a creare un consorzio fidi in Italia, un gesto di ricerca di autonomia per sganciarsi da quella cappa e quel legame che legavano le associazioni nazionali al mondo della politica».

Angelo Bellora, artigiano di seconda generazione: «i problemi che abbiamo oggi nascono nel decennio degli anni ’80 e sono l’inizio della non politica, il non pensare al futuro. Un decennio in cui molti hanno smesso di fare il loro mestiere. Il mondo dell’artigianato puo’ giocare un ruolo vitale nel sistema economico. Quando il mercato viene drogato, gli artigiani hanno dovuto cercare nuove strade. L’Acs è a tutt’oggi una cooperativa degli artigiani e non dell’associazione.L’erogazione dei servizi è un modo per fare politica sindacale ed esprimere un valore di insieme. Se non siamo in grado di portare avanti le nostre vocazioni allora ci perdiamo. Ognuno si porta dentro delle vocazioni, delle capacità, come esprimere qualcosa a favore di altri, noi dobbiamo essere in grado di recuperarle. Un’associazione come Cna che è sopravvissuta a tutti i travagli e a tutte le peripezie ha un suo dna che la contraddistingue: è l’associazione degli artigiani e non per gli artigiani».


Vito Tioli, presidente dal 1994 al 2001: «ho avuto il privilegio di fare il presidente di Cna per sette anni, e sono grato all’associazione di questo privilegio. Abbiamo incominciato a ragionare in termini  di collaborazioni con le varie associazioni artigiani perché i problemi degli artigiani sono gli stessi per tutti. L’esperienza è stata esaltante, perché alla base c’era uno spirito di servizio e quello che chiedo alle nuove leve è che abbiano la stessa carica interiore. La cosa più bella è stato quando abbiamo sdoganato la Cna, non è bello come termine, ma è anche vero che a livello istituzionale non eravamo molto considerati. Ci siamo riusciti».

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Pubblicato il 19 Novembre 2006
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