A Volandia l’Mb 308, primo aereo a volare dopo la guerra
Le chiavi del mitico esemplare dell'Aermacchi sono state consegnate al museo dell'aeronautica voluto dalla Provincia
L’Mb 308 prende posizione all’interno del museo dell’aeronautica Volandia a Vizzola Ticino. In realtà è da qualche mese che è lì, pronto per essere ammirato ma oggi, martedì 27 maggio, Aermacchi ha consegnato ufficialmente le chiavi al presidente della fondazione museo dell’Aeronautica Giorgio De Wolf. A consegnare le chiavi è stato l’amministratore delegato in persona di Alenia Aermacchi Carmelo Cosentino che ha ricordato alle personalità istituzionali presenti dove era custodito fino a poco tempo fa questo esemplare: «Era all’ingresso della palazzina degli uffici – ricorda Cosentino – e stava lì per un motivo preciso. L’Mb 308 è stato il primo aereo a volare dopo la fine della seconda guerra mondiale nel 1947».
Alla cerimonia erano presenti anche il presidente della Provincia Dario Galli, il direttore della fondazione Francesco Reale e Guido Colombo, sindaco di Somma Lombardo. Al professor Gregory Alegi il compito di raccontare la storia del velivolo. La cerimonia si è conclusa con alla vista l’importante traguardo del 2010 con l’apertura ufficiale del museo al pubblico. Quella che viene definita una preview è già una parte corposa di museo che esiste e che è già visitabile con oltre 400 visitatori ogni domenica. Due elicotteri, il primo Caproni Ca. 1 che oggi compie i 98 anni dal primo volo il 27 maggio 1910, un bombardiere degli anni ’30 e ’40, un addestratore Siai Marchetti e una collezione di aeromodelli da Leonardo ai giorni nostri sono già posizionati negli hangar del museo con coreografie azzeccate e grandiose che ne fanno un vero e proprio museo del volo.
A fare da cicerone ai visitatori ci sono ex-dipendenti delle industrie del distretto aeronautico varesino che con la stessa passione che li ha contraddistinti nel loro lavoro, anni in cui lavorare in quei capannoni era totalizzante, spiegano e mostrano particolari di questi importanti velivoli aggiungendo aneddoti sui loro anni di lavoro. A loro va il merito di dare un senso ad una gita tra il passato e il presente dell’aeronautica varesina.
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