Rimpasto e dintorni, il PD: “sempre i soliti nomi”

Per D'Adda e Mariani "si rischia di dare un'immagine di autoassoluzione della politica" a fronte delle irregolarità amministrative che sono andate a colpire anche i dipendenti

Un’amministrazione che non sceglie, non decide, poi finisce per imporre ultimatum, sotto pressione, rincorsa dalle scadenze. Questa l’impietosa diagnosi tracciata dal Partito Democratico riguardo alla situazione di Busto Arsizio, dove alla cronica "grana" Corte dei Conti si aggiungono imminenti decisioni di rilievo affidate al consiglio comunale nella seduta di lunedì 22 dicembre. Il momento è da nodi che vengono al pettine, con la pentola a pressione del rimpasto di Giunta – questo miraggio – che fischia da un pezzo, senza però che ancora si sia scodellato in tavola il risultato. E lunedì sera, Giunta rinnovata o no, si va a decidere in consiglio su punti importanti: l’approvazione dello statuto di Agesp Servizi srl, la società che nascerà dalla trasformazione di Agesp Holding, quella definitiva del piano integrato d’intervento (Pii) di Soceba per l’area di piazza Vittorio Emanuele II e dintorni, l’aggiornamento del documento di inquadramento per l’attuazione dei Pii, e così via.

Di fronte alla situazione, il capogruppo e il segretario comunale del PD, Valerio Mariani ed Erica D’Adda, fanno presenti alla stampa le loro perplessità, sempre più pesanti col passare delle settimane. Il rimpasto, prima di tutto: «Non è normale che si trascini così a lungo la scelta di chi deve attuare la volontà della maggioranza» afferma Mariani, «semmai è sintomatico. Ci ritroveremo lunedì sera con una seduta di consiglio in cui si rovesciano in quattro ore temi importanti, che di norma avrebbero occupato settimane di confronto, e tutto nell’ottica di un prendere o lasciare». Il PD  chiede se questo sia il modo corretto di procedere, con un’amministrazione che «non sceglie e non decide se non sotto la pressione di scadenze imminenti».

Ed è su uno dei nomi ventilati per la nuova Giunta, quello di Franco Castiglioni, che si accentra la criticità del PD. Al momento ancora alla testa di Agesp Holding, presto destinata a trasformarsi in Agesp Servizi, Castiglioni non sarebbe rinominabile. Da molti mesi Farioli lo (ri)vorrebbe in Giunta, dove è già stato, con la reponsabilità del Personale, dal 2002 al 2005, sotto l’amministrazione Rosa, in un periodo oggetto dello scrutinio imposto dalla Corte dei Conti. Spetterà a quest’ultima fare chiarezza, premettono dal PD, «ma il panorama della maggioranza non potrebbe prevedere delle alternative?». I nomi che circolano nel minuetto di poltrone sono sempre gli stessi, si osserva, ad eccezione del nuovo assessore al bilancio proposto da An, homo novus. D’Adda parla di «uno spettacolo abbastanza deprimente» a metà del mandato dell’amministrazione, e di un gioco «tracimato» nel do ut des, con le poltrone delle partecipate ridotte a mera «moneta di scambio». 

A gennaio andranno fatte scelte chiare sulle partecipate e definita la trattativa sindacale con i dipendenti, amareggiati, anche dal fatto che «la politica dà un’immagine di autoassoluzione» sulla vicenda che porterà molti di loro a restituire cifre non trascurabili senza avere colpe. «Noi non abbiamo aggredito chi stava nelle Giunte che hanno causato i noti danni» avverte il segretario del PD bustese, ma «occorre un segnale di discontinuità con il passato» ; servono in generale spiegazioni politiche, e non solo tecniche, sulla vicenda della Corte dei Conti come sull’istituzione della Agesp Servizi. «E poi, cosa ha fatto questa amministrazione in due anni e mezzo? E quali le prospettive?» affonda Mariani. Conclude D’Adda: «Qui lo diciamo, non ci importa di quello che è successo a Pescara, prima che qualcuno lo tiri fuori strumentalmente: non è il momento di dare una svolta? O vogliamo andare avanti così altri quindici anni? Lo pensano veramente i bustocchi che si può fare peggio di così?»

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Pubblicato il 20 Dicembre 2008
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