Cenone di san Silvestro o pranzo di Capodanno?

Il cenone di San Silvestro ha detronizzato il pranzo del primo gennaio. Ma i riti, forse, restano: a partire dalle lenticchie "portasoldi"

Capodanno è quasi scomparso, detronizzato dalla notte di San Silvestro. Il pranzo, e il giorno, che segna il passaggio simbolico da un anno all’altro è stato detronizzato dal suo “rito anticipato” che spesso prosegue per tutta notte.
Ma i riti cibari per il nuovo anno sono rimasti o stanno scomparendo?
Cosa fanno i varesini il primo dell’anno? Puntano alla tradizione o dormono dopo i bagordi? E, soprattutto, si augurano un migliore 2010 mangiando quante più lenticchie possono?
Proviamo, innanzitutto, a scoprirlo con il nostro sondaggio: e, mentre ci facciamo queste domande, proviamo a fare un ripasso delle tradizioni ancora in uso.

Ovviamente, la prima e più resistente riguarda le lenticchie. Il motivo di tanta resistenza sta nel valore scaramantico della tradizione: la lenticchia infatti simboleggiava l’abbondanza e il denaro già in epoca romana. E il motivo per cui si cerca di mangiarne il più possibile è che ad ogni lenticchia corrisponde una moneta in arrivo.
Discorso analogo per l’uva e tutti i frutti da sgranare, come per esempio il melograno: portano soldi, e più se ne mangia e più se ne “guadagna”. In Val d’Aosta e nelle Marche mentre scocca la Mezzanotte è di buon augurio mangiare 12 acini d’uva nera.
C’è chi considera, inoltre,  elemento fondamentale del cenone anche la frutta secca, simbolo di prosperità: se in Francia la tradizione ne esige 13 tipi diversi, da noi ne dovrebbero  bastare 7: noci, nocciole, arachidi, zibibbo, mandorle, fichi, datteri.
In Grecia la prima persona che entra in casa il 1° gennaio getta a terra un melograno che deve rompere. In questo modo si spargeranno i chicchi che porteranno fortuna ai padroni di casa. Il piatto tipico di Capodanno è la Vassilopitta, un pane all’interno del quale viene nascosta una moneta; colui che troverà la fetta con la moneta sarà parecchio fortunato durante il nuovo anno.

La carne di maiale è simbolo di abbondanza perchè grassa, e i migliori rappresentanti di questo tipo di abbondanza sono certamente lo zampone e il cotechino: mangiarli promette un anno ricco e fortunato. A zampone e lenticchie si accompagna, ovviamente, anche lo spumante:  la tradizione, nello specifico, prevede di intingersi il dito in un bicchiere pieno e di passarlo dietro al nostro orecchio o quello della persona a cui vogliamo augurare fortuna durante l’anno nuovo.

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Pubblicato il 31 Dicembre 2009
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