I problemi degli impianti sportivi portati in commissione

Si è svolta la riunione per fare il punto sulla situazione delle principali arene cittadine. Il Pd: «Pensiamo a una struttura polifunzionale e moderna»

Varese è una città che vive di sport sia professionistico sia amatoriale. Il Comune ha in mano il patrimonio dei maggiori campi sportivi ma la maggior parte di questi, per ammissione dello stesso assessore Giorgio De Wolf, è obsoleta e fatiscente, come è stato ribadito ieri – mercoledì 14 –nel corso della commissione sport. Una riunione richiesta nelle scorse settimane dal consigliere dell’Udc, Flavio Ibba, durante la quale è stato fatto il punto della situazione sui diversi impianti, alla presenza da spettatore dell’amminstratore delegato del Varese 1910, Enzo Montemurro.
 
stadio franco ossola nuove gabbieInnanzitutto c’è lo stadio Franco Ossola dove la capienza degli spettatori è stata ridotta da 23mila a 5.761 spettatori; in base al decreto Pisanu relativo alle norme di sicurezza da garantire, la curva sud dei tifosi ospiti è chiusa e, sempre per motivi di sicurezza, gli ospiti non possono essere spostati in altri settori. A causa di ciò, come noto, i tifosi ospiti non possono venire a Varese per assistere alle partite e anche per questo sono iniziati da alcuni giorni i lavori per la costruzione della zona recintata di prefiltraggio (nella foto, gli steward all’opera ai nuovi cancelli). Altri problemi che affliggono il Franco Ossola sono che solo la tribuna centrale è coperta, le luci non sono sufficienti per trasmettere le partite in tv, mancano i confort per attirare famiglie e i servizi per i disabili.Per questo, nel corso della commissione, Fabrizio Mirabelli ed Emiliano Cacioppo (consiglieri del Partito Democratico) sono stati chiari: «Se il Varese andrà in Serie B bisognerà garantire degli standard superiori».
Questione PalaWhirlpool: dall’89 al ’95 sono stati spesi dai 6 ai 7 milioni di euro per il "famoso" ampliamento (mai completato) ma al primo acquazzone fa acqua da tutte le parti come accaduto anche l’anno scorso. «L’Uleb (Unione delle Leghe Europee del Basket N.d.R.) – dice ancora Mirabelli – chiede per gli impianti una capienza che il PalaWhirpool non ha. La nostra città che ha tradizione nel campo del basket potrebbe essere esclusa dalle manifestazioni europee nel caso si qualificasse».
L’altro grande malato è il PalaAlbani: se nevica oltre i 13cm, a causa del peso esercitato dalla coltre sul tetto, viene consiglia la chiusura dell’impianto a causa del rischio di cedimento della medesima copertura. Il problema più grave è in caso di pioggia: « Nel tetto lamellare ci sono delle infiltrazioni in quanto il tetto è aggredito da muffe di tutti i tipi e va rifatto. Non si può andare avanti a mettere una pezza qui una là perché è antieconomico» ribadisce ancora Mirabelli che del palaghiaccio è profondo conoscitore da tanti anni.
 
Nel PGT (Piano di Governo del Territorio, strumento urbanistico che sostituisce il Piano Regolatore Generale N.d.R.) si andranno a stabilire le linee di sviluppo della città per i prossimi 15 o 20 anni. «E questa rappresenta un’occasione di programmazione di ciò che può essere il futuro dello sport a Varese – hanno detto ancora Mirabelli e Cacioppo – La giunta deve dire cosa vuole fare, come vede il futuro degli impianti sportivi a Varese. Il PD ha la sua proposta: visto che c’è una situazione di impianti obsoleti, perché non si può ragionare su un impianto sportivo polivalente come avviene spesso all’estero? Ho visitato la Miami Arena in Florida: viene usata 365 giorni all’anno e ogni giorno si disputa una partita di una disciplina diversa. Questo modello è stato usato anche a Londra, Monaco e Berlino fin dagli anni ’90. Qui in Italia una cosa del genere è stata fatta a Bologna dove il palasport nel 2008 è diventato "Future Show" e ospita convegni, congressi, mostre, spettacoli e altre manifestazioni culturali. Una cosa così a Varese vivacizzerebbe la vita cittadina».

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Pubblicato il 15 Aprile 2010
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