Peter Kernel e i fratelli Harris in concerto al Twiggy
Il primo si esibirà sabato 17, dalle mentre il duo di Harry e Jack sarà in concerto domenica al locale di Via De Cristoforis
Fine settimana live al Twiggy di Via De Cristoforis: sabato 17 aprile in concerto Peter Kernel e Encode mentre domenica 18 si terrà il concerto di Harry Harris&Jack Harris.
Sabato 17 aprile, dalle 22
Il nucleo originale di Peter Kernel prende forma nel 2005 quanto Aris, Barbara e Däwis iniziano ad immergersi in lunghe improvvisazioni strumentali con l’idea di dar vita ad una serie di colonne sonore per film muti. È da queste session che, improvvisamente e come un Golem, Like a Giant In A Towel viene alla luce: un “tappeto sonoro” che andrà ad accompagnare un video sperimentale girato proprio da Barbara Lehnhoff (che nella vita “vera” è videomaker).
I 3 (che per intanto si fanno ancora chiamare con il nome “El Toco”) ci prendono gusto e nel 2006 si trasferiscono in Canada (paese natale di Barbara) con parecchie idee in tasca ed un registratore. Ne nasce un nuovo lavoro (poco più di una demo) intitolato, semplicemente, “Home Recordings”. Sono solo i primissimi passi di un percorso musicale che si farà via via più intenso. Una volta tornati in Svizzera si ritirano in studio per un paio di giorni e danno alle stampe “Amavo El Toco”: uno split registrato in collaborazione con “Amavo”; duo femminile incontrato “on the road” durante un concerto in Italia. Nel 2007 la band abbandona il poco edificante nome di “El Toco e, approfittando dell’arrivo di Anita, si ri-battezzano “Peter Kernel”. L’avventura ha inizio.
Nel 2008 mandano in stampa il primo vero album How To Perform A Funeral che viene accolto calorosamente da buona parte della stampa specializzata. La band si trasforma in una delle formazioni di punta del panorama elvetico concentrandosi in un’intensa attività live che porterà Peter Kernel a suonare in festival importanti come il Soundlabs, il Kilbi, il Cully Jazz Festival e addirittura al Paléo. Nel 2009 stampano, in edizione limitata, un ep (solo ed unicamente su vinile) intitolato “The Ticket” che è un piccolo capolavoro: 5 pezzi (e 19 minuti) di follia. Poi arriva l’idea (malsana forse) di preparare addirittura un’audiocassetta (in 50 copie) intitolata “Il pomeriggio non si sa mai bene cosa fare”. Un ritorno alle origini visto che rappresenta la colonna sonora dell’omonimo film ed in cui hanno collaborato molti degli amici che ruotano attorno all’etichetta On The Camper Records (dai Lake Nation a Lonesome Southern Comfort Co. passando per Francesca Lago).
In apertura i varesini Encode. Non ci sono etichette, generi particolari che inquadrino il suono degli Encode. Basta ascoltarli semplicemente. E’ rock. Moderno rock del terzo millennio dove confluiscono il blues come il post-punk, strascichi di psichedelica anni ’60 e reiterazioni post. Lo scarto tra melodia e dissonanza è gioco interessante, viene innescato con acume, esposto con disinteresse nelle pieghe più pensate del loro lavoro.
Domenica 18 aprile, dalle 22
Dal Galles tornano in Italia i fratelli Harris, dopo la brillante partecipazione al Townes Van Zandt Tribute dello scorso Ottobre, domenica 18 aprile saranno in concerto al Twiggy di Via De Cristoforis. Grandi voci, accordature aperte, tradizione Irish e sonorità moderne che si intrecciano in un songwiriting che ricorda molto da vicino quello di Damien Rice.
Nonostante la loro giovanissima età, già notevoli sono le esperienze accumulate dai fratelli Harris, degne di nota la partecipazione di Jack al SXSW di Austin nel 2004 e la vittoria del Kerrville Folk Festival, sempre in Texas nel 2005, oltre a tour e concerti al fianco di nomi del calibro di Eric Taylor, Kate Campbell, e i personaggi di maggior spicco del folk Gallese.
Se Jack è avvicinabile allo stile di scrittura di Laura Nyro e Lyle Lovett, Harry è stato invece paragonato al Ryan Adams degli esordi. Del 2006 il primo album di Jack, prodotto dallo stesso Eric Taylor e intitolato “Broken Yellow” che è stato esaltato dalla critica americana ed europea.
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