Festa della Repubblica senza Inno
Per il 2 giugno, in piazza della Repubblica e nei giardini di villa Recalcati due cerimonie distinte. Ad entrambe ha partecipato il ministro dell'Interno Roberto Maroni, oltre a molte altre autorità di ogni genere. Ma niente inno di Mameli
Si sono svolte come ogni anno le celebrazioni ufficiali del 2 giugno a Varese. A presiederle e a parteciparvi autorità e rappresentanti delle forze armate e di polizia, nei due punti della città di Varese in cui si svolgono: davanti al monumento ai caduti in piazza Repubblica e nei giardini di villa Recalcati, sede della Provincia e della Prefettura.
Ma, come è già successo alla recente Festa della Polizia, in entrambi i casi non è stato suonato l’inno di Mameli, come invece spesso avviene in questi casi. Come ha spiegato la Prefettura, l
‘intonazione dell’Inno non era imposta dal protocollo.
Presente ad entrambe le cerimonie c’era invece il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, che sceglie da anni la sua città al posto della occasione ufficiale romana per presenziare alle celebrazioni, il sindaco di Varese Attilio Fontana, il presidente della provincia Dario Galli, l
‘assessore Regionale Raffaele Cattaneo, il Prefetto Simonetta Vaccaro, il questore Marcello Cardona, oltre ai deputati Daniele Marantelli e Paolo Rossi e a sindaci dei comuni del varesotto, assessori della città giardino, altri rappresentanti dell’associazionismo e delle amministrazioni.
Mentre in città si svolgevano le celebrazioni, a Roma non sfuggiva l’assenza dei ministri e leader della Lega. Fatto non nuovo, ma che ha lo stesso alimentato diverse polemiche che hanno tentato di coinvolgere anche il Presidente della Repubblica. Napolitano ha evitato di commentare affermando che alla tradizionale parata erano stati invitati tutti e che quindi saranno i diretti interessati a spiegare le ragioni delle proprie assenze.
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