Sindacati di polizia in piazza contro i tagli
I sindacati di polizia spiegano ai cittadini l'impatto che avranno i tagli al settore sicurezza. "Si parla di ronde, ma intanto Busto ha una sola volante a disposizione"
Anche a Varese i sindacati di polizia protestano contro i tagli al comparto sicurezza decisi dal governo: una riduzione dell’11% che tocca tutto il territorio nazionale. «Dopo la sparatoria di Castellanza i cittadini chiedono le ronde. Ma intanto il commissariato di Busto Arsizio ha a disposizione un’unica volante» spiega Paolo Macchi, segretario generale del Siulp a Varese. «I tagli previsti dalla manovra porteranno ad una diminuzione delle volanti presenti sul territorio e dei presidi a livello locale. Non crediamo che siano questi i tagli agli sprechi a cui anche noi, come poliziotti, siamo pronti: ci sarebbe piaciuto che prima di ridurre gli stipendi a noi si fosse chiesto un sacrificio in più ai parlamentari. Che si facessero tagli ai privilegi, come le auto blu che sono il triplo di quelle che esistono negli Stati Uniti». La riduzione delle risorse toccherà anche il territorio varesino come altre provincie, mentre già in alcune zone si fatica con le forze attualmente a disposizione: se a Varese si sono visti segnali di potenziamento (più agenti, il nuovo posto alla stazione Fnm), in bassa provincia la situazione è meno rosea. «A Castellanza, dove c’è stata una sparatoria che ha sconvolto tutti, è accorsa anche la volante di Busto Arsizio». La volante. Perché quello è l’unico equipaggio in servizio al commissariato, che serve un territorio da 90mila abitanti. «Anche perché gli spazi del commissariato – conclude Macchi – sono già pieni, non potrebbero comunque accogliere altro personale. Per questo auspichiamo che il ministro Maroni dia corso alla promessa di trasferirlo nella sede ex Enel».
Nel corso della mattinata sono state raccolte anche firme contro il decreto intercettazioni, che priverà le forze di polizia del principale strumento d’indagine, in particolare per alcuni reati. Una mobilitazione lanciata a livello nazionale dai sindacati Siulp, Sap, Coisp e Ugl.
Nel corso della mattinata sono state raccolte anche firme contro il decreto intercettazioni, che priverà le forze di polizia del principale strumento d’indagine, in particolare per alcuni reati. Una mobilitazione lanciata a livello nazionale dai sindacati Siulp, Sap, Coisp e Ugl.
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