Ordinanza sulle gomme da neve, Farioli bacchetta Galli
Pellegatta (PdL): "Accaparramenti e furti di pneumatici". FariolI: "Un balzello, un onere negativo sugli automobilisti. Come puoi fare un'ordinanza e dire di non applicarla?"
La vicenda "gomme da neve" approda anche in consiglio comunale a Busto Arsizio. Inevitabile dopo la frenetica (e costosissima) corsa di massa dal gommista per "mettersi in regola"; per tacere della "retromarcia" innestata al proposito dalla provincia di Milano, rimangiatasi un’analoga ordinanza, che aveva a suo tempo "costretto" Varese ad adottare, controvoglia, la sua. Peccato che la provincia di Milano confini direttamente con Busto, a Dairago, Villa Cortese, Legnano, creando un classico caso di disparità di trattamento che i bustocchi saprebbero apprezzare quando dovessero fioccare, invece della neve, le multe.
A sollevare il problema in consiglio comunale è stato il decano dell’assemblea, Ninetto Pellegatta, dai banchi del PdL, con una mozione d’ordine "imposta" a inizio seduta. «Disagio e sconcerto» quelli comunicati dal consigliere di fronte alla situazione, riferendo anche di fenomeni di «accaparramento di gomme e catene» e «furti di gomme da neve dalle auto, sostituiti con gomme lisce». È successo davvero, ad esempio nel parcheggio sterrato vicino alla nuova stazione Fnm di Castellanza.
Il sindaco Gigi Farioli, intervenuto a sua volta, ha dichiarato che sulla questione «Busto non assume alcun provvedimento», non avendo competenza sulle strade provinciali; ma non si è fermato qui, criticando le scelte di Villa Recalcati. «È parere della giunta che il provvedimento esteso dal 15 novembre al 15 marzo rischi di essere eccessivamente precauzionale», non solo, ma configuri «un balzello, un onere indotto negativo» sui cittadini, «più che non un intervento per la sicurezza». Opinione largamente condivisa laddove in molti vedono nell’ordinanza l’ennesima tassa in maschera a gravare sulla tasche dei cittadini. «Fin qui non avevamo parlato per non aumentare l’enorme confusione» diceva Farioli. «A nostro parere non si può dire: faccio l’ordinanza, e poi dire di non applicarla (eccetto che in caso di neve ndr), potrebbe essere addirittura il preludio di un reato. Si rischia di aumentare il caos. I cittadini possono anche scegliere di non uscire in auto quando c’è neve e ghiaccio, non per questo devono essere costretti a un balzello dai 4 ai 600 euro». Ribadita dunque la volontà di non contribuire ulteriormente alla confusione su una vicenda intricata e che ha suscitato grande irritazione, si è colta anche l’occasione di assecondare l’opinione pubblica.
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