“Aboliamo lo scontrino fiscale, c’è già lo studio di settore”
Roberta Vitale, nuova presidente della Fiepet di Confesercenti e proprietaria di un bar nel centro della città, punta sulla qualità e la formazione. «Troppi negozi si sottraggono clienti tra loro»
Se c’è una cosa che fa arrabbiare i negozianti è l’accusa generica di non pagare le tasse e di lamentarsi sempre, a prescindere da qualsiasi valutazione concreta. La reazione è immediata: elenchi di infinite doglianze e vessazioni subite. Roberta Vitale, neo presidente della Fiepet (Federazione italiana esercenti pubblici e turistici) di Confesercenti e proprietaria di un bar nel centro di Varese, alla domanda come va il suo esercizio e se ne è soddisfatta, risponde con una certa sicurezza: «Abbiamo investito sulla struttura, nella formazione e nella qualità. L’attività va bene e sono contenta del mio lavoro». Per un giocatore di poker è come calare un tris di assi. Ne serve un quarto, però, che la Vitale tira fuori subito dopo. È il più importante, perché riguarda proprio le tasse. «Non capisco – dice la presidente della Fiepet – perché continuare a farci fare lo scontrino fiscale. E non capisco nemmeno i continui controlli della Finanza fuori dai negozi, se alla fine paghiamo le tasse in base agli studi di settore. Ci sono dei parametri precisi in base ai quali si stabilisce il tuo reddito e da lì non si scappa. Invece, mi costringono a fare la commercialista. A controllare se il cliente ha preso dal bancone lo scontrino e a non potermi concentrare sul mio lavoro. Noi siamo l’unica categoria che se non fa lo scontrino fiscale per tre volte consecutive gli viene fatto chiudere il negozio. Per non parlare della quantità di adempimenti onerosi, primo fra tutti l’etilometro». Un messaggio chiaro: se mi lasciassero lavorare senza stressarmi, lavorerei meglio.
Alla Fiepet sono associati 242 esercizi in provincia di Varese, numero che raggiunge quota 600 se si aggiungono pizzerie e ristoranti, che invece stanno sotto altre sigle dell’associazione.
LaVitale è convinta che la liberalizzazione selvaggia delle licenze abbia creato un danno ai commercianti già esistenti e non solo per il fatto che qualcuno, a suo tempo, la licenza commerciale l’abbia pagata a caro prezzo. «Troppi negozi si sottraggono clienti tra loro – spiega la presidente della Fiepet – e sempre più spesso si tratta di una concorrenza non professionale con un’offerta al ribasso, penalizzando chi invece ha fatto investimenti nella qualità».
Secondo la nuova presidente, c’è molto da fare anche sul fronte della comunicazione, soprattutto tra i vari soggetti, istituzionali e non, che operano sul territorio. «In occasione dei mondiali di ciclismo e di altri grandi eventi – spiega Vitale – è passato il messaggio che le strade erano chiuse e che la città era “blindata”. Questo non ha certamente aiutato noi commercianti, perché molte persone hanno preferito uscire da Varese. Nel futuro ci piacerebbe proporre a Varese uh evento che dia visibilità a tutta la città».
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