Yamamay a due facce, Havlickova firma la rimonta su Urbino
Gara incredibile per le biancorosse nei quarti di Coppa Italia: due set sprecati, poi la riscossa con 28 punti dell’opposto e 23 di Havelkova. Ma al ritorno sarà dura
Due ore e un quarto di batticuore, emozioni a non finire e una rimonta che lascia tutti i giochi aperti per la final four di Coppa Italia: per dirla con una battuta, chi è rimasto a casa a vedere il Milan non sa cosa si è perso. In una serata di follia la Yamamay travolge ogni possibile analisi inscenando una tragicommedia in due atti: da dimenticare la prima parte di gara, con 18 errori e innumerevoli chance sprecate, poi la metamorfosi. Un cambio di pelle esemplificato dalla prestazione di Aneta Havlickova, grande ex della partita: disastrosa nel primo set (0 su 7 in attacco), decisiva nel bilancio conclusivo con 28 punti, il 38% in attacco e 4 muri. Importantissima la prestazione di Havelkova (foto), la più continua delle sue, ma un ruolo chiave lo ha giocato anche la panchina: a partita in corso Parisi ha giocato tutte le carte possibili, recuperando Serena e Marcon e riacciuffando per i capelli un incontro che sembrava compromesso. Era successo anche in campionato, si dirà: ma qui contava un po’ di più, e in vista del ritorno (23 marzo a Urbino) il 3-2 è un risultato che non ha prezzo.
LA PARTITA – Il turno infrasettimanale e la contemporaneità con la Champions League di calcio svuotano il PalaYamamay, ma i circa 1500 spettatori presenti offrono comunque un buon colpo d’occhio. Sestetti annunciati per entrambe le formazioni. In avvio la Yamamay fa tutto da sola: tre errori per il 3-5. Urbino allunga sul 4-7 con un ace di Garzaro e resta avanti 9-12, complici altre due battute sbagliate. Petrauskaite firma l’11-14 sfruttando una gran difesa di Leonardi e Parisi chiama time out; nel momento più difficile (13-18) la Yamamay torna in corsa grazie a un attacco e un ace della solita Havelkova, autrice di 7 punti in questo set. Sul 17-19 però Urbino piazza un altro break di 0-4 (due muri) e chiude il set sul 19-25 con un muro di Renatinha su Meijners. Busto paga ovviamente i 10 errori e la scarsa vena di Havelkova: 0 su 7 in attacco per la ceca. Il primo punto dell’opposto arriva proprio in apertura del secondo set; regna l’equilibrio in questa fase (3-4, 6-5), con la difesa urbinate sempre sugli scudi e Busto che finalmente si fa sentire anche a muro. E sono proprio due muri di fila di Campanari a regalare alla Yamamay il primo tentativo di fuga sul 12-10; Meijners allunga sul 15-12, ma Di Iulio rimette subito in corsa Urbino (15-14) e poi pareggia i conti sul 16-16 su una palla viziata da un clamoroso errore arbitrale. Si torna a lottare punto a punto (17-18, 20-19) con Serena e Bauer in campo, finché sul 23-23 un’ingenua invasione regala a Urbino il primo set point, che Havlickova annulla dopo uno scambio soffertissimo. Ai vantaggi l’arbitro “grazia” la Yamamay non vedendo un netto tocco del muro su Petrauskaite (25-25), ma sul 29-29 un errore in attacco di Campanari e uno in ricezione di Havelkova condannano le farfalle.
IL TEZO SET – Resta in campo Valentina Serena per il terzo set, ed è proprio lei a fermare Renatinha a muro per il 5-3; vantaggio che si amplia sul 10-6 grazie a due errori consecutivi della brasiliana, subito sostituita da Jaline. Altri due muri di Campanari e Havlickova valgono il 14-9, ma Urbino piazza subito il controbreak e si riporta 15-14 con un ace di Dalia. Di Iulio corona la rimonta sul 16-16, poi arriva un botta e risposta tra Havelkova e Jaline per il 18-18. Tre attacchi di Havlickova regalano però alla Yamamay un vantaggio pesante (22-19) e questa volta Busto non si lascia sorprendere: ancora Havlickova si procura tre set point e Dalia sbaglia la battuta del 25-22.
Salvagni conferma Jaline in posto 2 mentre Parisi, dopo un solo punto nel quarto set, sostituisce Meijners con Marcon. Cisky colpisce due volte per il 5-2 iniziale che fa sognare la Yamamay; Urbino non molla (9-8, 11-10) ma sbaglia con più frequenza ed è nuovamente penalizzata da un fischio assurdo dell’arbitro. Le biancorosse ne approfittano al meglio con Havelkova e Havlickova e scappano addirittura sul 17-11. Tie break ormai vicinissimo: Havlickova mette a terra il 20-13 e il 24-16, poi è Petrauskaite a chiudere con un errore.
IL TIE BREAK – Torna Renatinha in campo per il set decisivo. Il primo punto è di Campanari, ma a fare la differenza è ancora Havlickova che con due attacchi di fila sigla il 3-1. Anche Havelkova dal canto suo sembra inarrestabile: è suo il 6-2 e Salvagni chiama time out per cercare di invertire il trend. Gli scambi continuano a essere lunghissimi, ma a cavallo del cambio di campo tre muri consecutivi (di Campanari, Havlickova e Havelkova) scavano il solco definitivo: 10-5. Havelkova sorprende anche l’ottima Leonardi con l’ace del 13-7, e a completare la rimonta vincente della Yamamay è, manco a dirlo, Havlickova con un muro e un attacco.
LE INTERVISTE – Difficile analizzare una partita come questa, ma Carlo Parisi ha la sua chiave di lettura: “Quando la squadra entra in campo così non è perché non ha voglia, semmai il contrario: le ragazze sono contratte, fanno fatica a lasciarsi andare. Pian piano abbiamo cominciato a prendere fiducia e a giocare come giocavano loro, difendendo su ogni pallone, e allora si è visto che siamo in grado di giocarcela alla pari: siamo andati in crescendo e questo è un buon segnale che farà bene all’autostima della squadra. Urbino è una squadra tosta, che non concede nulla; contro di loro è difficilissimo giocare, questa vittoria vale tantissimo”. Importante l’apporto di chi è entrato dalla panchina: “Stiamo entrando nella mentalità giusta: nessuno ha il posto fisso e c’è la possibilità di cambiare in ogni momento della gara. Io ne sono consapevole ma tutta la squadra deve abituarsi all’idea”. Molto soddisfatta Barbara Campanari: “È stata una vera battaglia, abbiamo giocato bene anche i set che abbiamo perso, rimanendo sempre incollate alla partita; il quarto e il quinto set poi sono stati perfetti, con Helena e Aneta super. Vero, c’è un problema di approccio alla partita, ma non dobbiamo farne un dramma: ci stiamo lavorando. La vittoria è importante soprattutto in vista della final four, che è uno degli obiettivi stagionali, ma anche per il morale: le ultime due prestazioni ci hanno caricato tantissimo”.
Yamamay Busto Arsizio-Chateau d’Ax Urbino 3-2 (19-25, 29-31, 25-22, 25-16, 15-7)
Busto: Carocci (L), Havlickova 28, Spirito, Valeriano, Kim, Marcon 4, Bauer, Meijners 10, Campanari 12, Serena 2, Crisanti 8, Havelkova 23. All. Parisi.
Urbino: Moldovan, Bonciani, Garzaro 12, Wilson 8, Dalia 4, Roani 2, Petrauskaite 18, Leonardi (L), Di Iulio 15, Jaline 8, Renatinha 7, Lapi. All. Salvagni.
Arbitri: Luca Sobrero e Ilaria Vagni.
Note: Spettatori 1515. Busto: battute vincenti 3, battute sbagliate 11, attacco 34%, ricezione 73%-41%, muri 15, errori 27. Urbino: battute vincenti 5, battute sbagliate 10, attacco 28%, ricezione 73%-46%, muri 14, errori 26.
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