Matteo, il vigile del fuoco che parla coi Ministri
Dopo la sortita da Berlusconi, ad Arcore, qualche sera fa ha fermato Maroni per chiedergli di occuparsi della stabilizzazione dei precari
Prima Berlusconi, che lo ha ricevuto addirittura in un salottino della mega villa di Arcore, un mesetto fa. Poi Maroni, con un blitz a margine di un comizio elettorale di pochi giorni fa per le amministrative. Matteo Acco, vigile del fuoco precario di Varese sta facendo il giro delle “sette chiese” (e che chiese…) per sottoporre ai potenti la soluzione del suo problema: la stabilizzazione di quasi 3.000 lavoratori precari nel comparto della difesa civile, di cui 23 solo a Varese.
Questa volta è successo a Gallarate, martedì scorso, quando la campagna elettorale ha portato nientemeno che un “generale” della Lega, il ministro dell’Interno Roberto Maroni in città per sostenere il candidato del Carroccio.
Un ragazzo con pochi capelli si avvicina al responsabile del Viminale (e quindi “capo” anche dei
vigili del fuoco, per definizione), riesce a incrociare lo sguardo e gli rivolge la parola: «Ministro ci aiuti», ha detto Matteo, presidente dell’associazione vigili del fuoco precari di Varese, accompagnato dal suo vice, Lorenzo Righetti (nella foto).
«A quel punto – racconta Matteo – il ministro Roberto Maroni con molta gentilezza e disponibilità ha fatto capire che si sarebbe interessato della nostra questione. E a tal proposito gli abbiamo consegnato del materiale informativo sulla battaglia che stiamo combattendo».
E Maroni? Arrabbiato per l’intrusione indebita? Macchè: Matteo si è emozionato «non riuscivo nemmeno a parlare» ma poi tutto è finito con una foto (in altro a sinistra).
Il coordinamento nazionale dei pompieri precari chiede di revocare la chiusura della graduatoria di assunzione dei suddetti vvf precari, che vedrebbe 2.800 di loro perdere ogni possibilità di assunzione dopo 10 anni di servizio, nonostante una carenza di organico di ben oltre 4.000 uomini, e resterebbero tutti disoccupati, senza un lavoro e senza un futuro, creando cosi un ingiustizia senza precedenti.
«Ci auguriamo che con queste nostre sortite – conclude Matteo – qualcuno si occupi della nostra questione, che la riteniamo importante per migliaia di lavoratori di di questo comparto: sarebbe auspicabile un incontro col Ministro, in modo da potergli spiegare con maggior tranquillità ciò per cui ci battiamo».
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