Maroni Day, adesioni da tutto il nord
Militanti in arrivo da Bergamo, Brescia e Piemonte. Questa potrebbe essere la settimana che cambierà la Lega Nord per sempre. Così i maroniani del territorio affrontano la manifestazione di mercoledì al teatro e quella di domenica a Milano
Arrivano i maroniani. Da Bergamo stavano anche organizzando un pullman, poi hanno preferito rimanere sottotraccia per non dare l’idea che fosse in atto una rivoluzione. Eppure, questa potrebbe essere la settimana che cambierà la Lega Nord per sempre. Mercoledì a Varese ci sarà la kermesse leghista dedicata a Maroni (nata come disobbedienza al diktat di Bossi che gli impediva di tenere comizi), mentre domenica a Milano la manifestazione del partito potrebbe finire con la base che acclama Maroni sul palco accanto a Bossi.
Il cerchio magico
Bossi
Ieri in via Bellerio lo stesso Bossi sarebbe parso affranto per quello che sta accadendo nella Lega. Raccontano che abbia paventato le dimissioni da segretario federale. Maroni gli avrebbe ribadito che la base gli vuole bene ma che i suoi consiglieri a Gemonio vanno ridimensionati.
La piattaforma politica della manifestazione di Varese trascende il territorio e ha rilevanza nazionale.
Le truppe maroniane
Alla sezione di Varese risultano circa mille adesioni e metà vengono da fuori provincia. Il segretario cittadino Marco Pinti la spiega così: «Bossi è il capo, ma stiamo cercando di cambiare la Lega». Si parla di decine di militanti dalla provincia di Bergamo, quella che dovrebbe esprimere secondo alcuni il prossimo segretario nazionale lombardo (Giacomo Stucchi al posto di Giancarlo Giorgetti). I territori leghisti sono in subbuglio. In Veneto il governatore Zaia ha detto oggi che le istanze di Maroni sono quelle di tutta la base. Il sindaco di Verona Tosi è dalla sua parte. In Lombardia si muove Bergamo, mentre a Brescia la Lega è divisa in due territori ma anche in due fazioni (da quelle parti è conta la figura di Renzo Bossi, l’erede di sangue, cerchiomagista)
Ai giovani Padani di Varese risultano comunque adesioni su auto private dal Piemonte, da Brescia, Bergamo e dalla Valcamonica. Sul territorio si muove la catena di comando maroniana: la chiamata alle armi è evidente. La manifestazione è stata convocata dalla circoscrizione il cui presidente è Alberto Cavallin. Ci sarà il sindaco Attilio Fontana (un fedelissimo di Bobo Maroni), ci sarà il presidente della provincia Dario Galli (vicino a Maroni e avverso a Reguzzoni, al quale dovette cedere il posto in parlamento), il senatore Fabio Rizzi (il suo uomo macchina Donato Castiglioni è uno dei motori organizzatori della serata). E poi in prima fila i pasdaran del pensiero maroniano. Il gruppo dei sindaci: Tarantino di Samarate, Colombo di Sesto Calende, Bertuletti di Gazzada Schianno, Cane di Viggiù, Candiani di Tradate, Grandi di Castronno, Bianchi di Morazzone, Galimberti di Buguggiate, solo per citarne alcuni. E poi gli strateghi del territorio: Vedani di Buguggiate, Mascetti di Terra Insubre. La speranza di alcuni è che venga però Umberto Bossi: «Sarebbe la dimostrazione reale di quello che la base gli sta gridando – spiega l’ex segretario provinciale Stefano Candiani – che ascolti la base che gli vuole bene e lasci perdere i consigli dei ‘famigli’, che sono una cosa diversa dai famigliari. Deve fidarsi della sua base».
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