“La ricetta malnatese della spending review”
L’analisi sulla situazione economica del paese da parte del capogruppo della Lega Nord, Elisabetta Sofia
Ricercare termini stranieri era una prerogativa nel nostro bel Paese che ha sempre ricercato una connotazione più internazionale, ma ultimamente l’utilizzo diventa sempre più indigesto per i cittadini che associano, giustamente, in modo costante tali espressioni anglofone ad una catastrofica situazione economica.
Passiamo ora ad analizzare la versione "creativa" della spending senza review attuata dalla giunta Malnatese. Quando, finalmente siamo riusciti ad entrare in possesso dei dati del Bilancio, tra le sue pieghe, ci siamo trovati davanti ad una traduzione improbabile di revisione della spesa pubblica. Potremo facilmente definirla come " tassa e spendi" ovvero un nuovo e indecente aumento delle imposte a carico dei cittadini accompagnato dall’aumento della spesa corrente. Il cambiamento operato dalla Giunta Astuti è tangibile: più tasse per tutti. Sono passati i bei tempi della campagna elettorale, con la valanga arancione che copriva le magagne e prometteva la malnate del bengodi, le promesse ai malnatesi e i mandarini regalati. Ora si chiede alle famiglie già in sofferenza di tirare ancor di più la cinghia e di essere spremuti (come i mandarini) con tasse che colpiscono il bene primario e continui balzelli odiosi, con la vana promessa di ottenere servizi migliori per la popolazione. Ma diventa sempre più difficile credere alla favola del miglioramento dei servizi quando c’è una crisi economica così incalzante da impedire alla stragrande maggioranza degli utenti di usufruire di quelli basilari, incardinando un sistema viziato che incrementerà la richiesta di accesso ai servizi sociali.
La situazione diventa ancor più paradossale se osservando il Bilancio si rinviene un aumento della spesa corrente del 5%. In estrema sintesi: ai cittadini viene chiesto rigore e lacrime e sangue, mentre la giunta (di sinistra) Astuti si sente libera di spendere e spandere senza rispetto per la popolazione afflitta dalla crisi che morde e i portafogli sempre più vituperati dai balzelli romani. L’amara conclusione appare obbligata: ci sentiamo " democraticamente" raggirati e presi in giro. Chissà, forse c’è chi pensa che sia sufficiente dare alla gente l’illusione del cambiamento, colorare di tinte accese una campagna elettorale faraonica (sovvenzionata da donazioni e mai quantificata), demagogia da spot pubblicitario, ingessamenti contro manovre di destra, ma nessuna contro i bocconiani tecnici appoggiati dal PD, per rendere tutto migliore. Consapevoli della tendenza per cui le colpe non hanno padri certi, il dimissionario Assessore al Bilancio Viscardi defenestrato perché pago di voler applicare una tassazione più equa ne è una prova, intendiamo comunicare ai malnatesi le chiare generalità delle persone che partoriranno questo scandaloso ed iniquo bilancio affinché ne possano conservare futura memoria.
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