Ciao Cesare
Il direttore di Varesenews ricorda cesare Montalbetti, figura storica della cooperazione, delle Acli e della politica varesine appena scomparso
Arrivava sempre con la sua bicicletta e con il sorriso.
Non lo spaventavano le salite per arrivare al circolino di Bosto così come quelle più impervie delle tante imprese in cui ha navigato con convinzione durante tutta la sua vita. Cesare era un uomo di fede, non solo per una appartenenza, seppur critica, alla Chiesa cattolica, quanto perché credeva nella possibilità di un uomo nuovo e tutta la sua vita si è spesa in quella direzione. Le ACLI e il movimento cooperativo sono stati i suoi punti di riferimento, ma da li sapeva salpare verso lidi spesso diversi. Lo contraddistingueva il rigore e il rispetto delle diversità. Amava conoscere e la sua ultima impresa fu stare vicino anche al nostro giornale. Lo era in maniera critica perché per lui moderato da sempre noi eravamo, a duo modo di vedere, troppo teneri con alcuni poteri, soprattutto quelli politici. E così spesso si discuteva anche intensamente. Era fatto così, le cose non le mandava a dire, anche ultimamente quando scoppiò uno scandalo che coinvolse parte del mondo della cooperazione in cui lui non si riconosceva perché per lui questa era sempre esterna agli affari e si è sempre battuto per questo. Credeva nello spirito di servizio e non in quello del business.
La nostra conoscenza è di lunghissima data e con lui ho condiviso tanti progetti apprezzando la sua autorevolezza sempre. Un uomo tutto di un pezzo, di altri tempi, ma con una capacità di stare nel presente e un occhio e il cuore nel futuro.
Lo ricorderò con affetto e tanta tanta stima.
Grazie Cesare, perché spesso senza tanti giri di parole mi hai fatto riflettere su tante cose come un vero maestro senza mai aver la presunzione di esserlo.
Un grande uomo che lascia sicuramente molto.
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