Quei magnifici ragazzi del campetto di cemento

Nella grande storia sportiva della Robur et Fides l’oratorio di San Vittore si è conquistato un posto d’onore: dal campetto in cemento di via San Francesco hanno iniziato il percorso che li avrebbe portati alla ribalta nazionale campioni come i fratelli Cicci e Aldo Ossola, Dodo Rusconi e tanti altri

L’oratorio in Lombardia ha una storia secolare, la sua funzione nel tempo non ha avuto stravolgimenti, rivoluzioni, ma solo adattamenti al progresso della comunità, alle esigenze di una società in evoluzione. Essendo, pur all’ombra di un campanile, anche luogo di divertimento si conquistò subito un posto in ambito sportivo favorendo attività che non richiedevano ampi spazi. Proprio all’oratorio milioni di ragazzini hanno dato i primi calci al pallone o hanno preso la mira per centrare un canestro: molti di loro sarebbero poi diventati atleti di tutto rispetto, non pochi addirittura affermati campioni.
In questa grande storia sportiva l’oratorio varesino, che compierà 50 anni, si è conquistato un posto d’onore: infatti dal campetto in cemento di via San Francesco hanno iniziato il percorso che li avrebbe portati alla ribalta nazionale campioni come i fratelli Cicci e Aldo Ossola (nella foto) e Dodo Rusconi e poi tutti i giocatori di basket che negli anni hanno vestito la maglia della Robur et Fides. Un ricordo particolare per Benito Vaccaro, che assieme a Tonino Zorzi della Pallacanestro Varese fu uno dei tiratori più micidiali del “ponte” cestistico tra gli Anni 50 e 60. 
Luigi “Cicci” Ossola iniziò come allievo, lasciò la Robur in serie B- una promozione ogni anno- per diventare calciatore di qualità nel Varese poi, sempre in serie A, a Roma e Mantova. Nella Robur giocarono anche astri dell’ “altra”Varese come Vianello, Meneghin e Bisson.Vianello fu decisivo per la promozione in A della giovane formazione varesina.
Nella Robur prima di questi assi aveva giocato Giancarlo Gualco, il general manager della Ignis delle leggendarie vittorie. A far crescere e migliorare tutti i giocatori del clan oratoriano furono due eccezionali istruttori e allenatori, Diego Roga e Gianni Asti.
Ricordare con affetto e riconoscenza tutti coloro che hanno militato nella Robur è un piacevole dovere, ma arriverà tanta simpatia anche dalla legione di tifosi varesini che stavano dall’altra parte della barricata. Ci fu però una rivalità non aspra, mentre i dirigenti delle due società ebbero più volte a collaborare .E per tutti i dirigenti roburini ricordiamo il ruggente, generoso Dante Trombetta, ferrea guida dello sport roburino.
Il basket nei programmi della Robur non è stato mai cancellato, continua ancora oggi, ma con la squadra ai massimi livelli ebbe uno stop quando passò sotto il controllo della “Mobilquattro” di Milano. Ci fu polemica, ma la cessione del titolo sportivo diede alla Robur la possibilità di realizzare l’attuale centro sportivo, con piscina e palestre, nei pressi del De Filippi.
Cambiò in parte l’attività, ma lo spirito e i fini del club restarono punti fermi. Si può dire che il nuovo impianto da allora sostituì il campetto di via San Francesco nella formazione e nella crescita umana e sportiva di intere generazioni.
(nella foto: i giovani della squadra di basket dell’oratorio di San Vittore in visita dall’allora arcivescovo Giambattista Montini che diventerà Papa Paolo VI. Montini inaugurò nel 1963 l’oratorio di San Vittore)

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Leggi anche: Fede solidarietà e sport. i primi 50 anni dell’oratorio di San Vittore

 

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Pubblicato il 13 Settembre 2013
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