Delfina Rattazzi e l’Expo Pop
Si respirava aria cosmopolita questa sera, sabato 22, nel salotto che ha visto Delfina Rattazzi protagonista della seconda tappa della Road to Expo Voci di Donne
Si respirava aria cosmopolita questa sera, sabato 22, nel salotto che ha visto Delfina Rattazzi protagonista della seconda tappa della Road to Expo Voci di Donne.
Sui divanetti della palazzina ex Apt di viale Ippodromo a Varese oltre alla giornalista e scrittrice, hanno preso posto Raffaele Nurra – presidente di ExpoVillage2015 – in veste di conduttore, il commissario della Provincia di Varese Dario Galli e il direttore dell’Agenzia del Turismo Paola Della Chiesa.
Da New York a Torino, da Jimi Hendrix a Steve Jobs, per finire con Jacqueline Kennedy, le parole di Delfina Rattazzi hanno disegnato atmosfere e raccontato vite straordinarie regalando al pubblico presente nella sala della palazzina in stile "tardo Liberty", il frutto di quella sua innata curiosità verso il mondo. E poi la crisi, Expo2015 che «Potrebbe diventare Pop – come il movimento artistico degli anni ’60 – se veramente saprà coinvolgere e trovare quello che ci unisce agli altri, quello che possiamo condividere e non solo ciò che ci distingue. Perché comprendo l’attaccamento alle tradizioni e a ciò che sentiamo "nostro", ma è bello anche aprirsi agli altri».
Delfina è una donna che vive profondamente la sua contemporaneità e, come tale, non si sottrae alla necessità di aggiornarsi costantemente perché «vince chi non ha paura del cambiamento e si sa adattare. Oggi siamo globali e connessi, è una realtà e dobbiamo prenderne atto e adeguarci. C’è un’onda da prendere che si chiama digital life». In sintesi, un segnale forte, un invito a non accettare limiti ma soprattutto a non crearsi alibi perché «la vita è competizione e dobbiamo accettare questo fatto, ma con il sorriso sulle labbra. Perché è così e basta».
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