Una soluzione per le terre. Ora i sindaci aspettano i fatti
Ne' ottimisti ne pessimisti, ma in attesa delle prossime mosse. Così si sentono i sindaci di Arcisate e di Induno Olona sugli ultimi elementi emersi dal tavolo di confronto
Regione Lombardia ha promosso, in occasione del Tavolo di monitoraggio dei lavori dell’Arcisate – Stabio, la gestione recente del cantiere della ferrovia in Valceresio, che da due anni sta vivendo grandi difficoltà, tra ostacoli tecnici e finanziari.
Leggi: Arcisate-Stabio, l’incontro in Regione guarda avanti
Ma i sindaci dei comuni interessati sono della stessa opinione? abbiamo provato a chiederlo ai diretti interessati. «Le difficoltà permangono, perchè fare un opera pubblica è difficile, anche per le norme e la burocrazia che vi rientrano – commenta il sindaco di Arcisate Angelo Pierobon – Il clima del tavolo di confronto però era costruttivo: abbiamo rilevato che la Salini sta sostanzialmente mantenendo fede al programma previsto da qui a fine settembre. Le difficoltà principale però sono legate allo sviluppo, e all’iter burocratico, del deposito delle terre inutilizzate. Per la prima volta l’assessore Cavalli ha partecipato al tavolo di monitoraggio, che ha assicurato di voler lavorare per evitare gli intoppi, e ha confermato di voler visitare i cantieri nelle prossime settimane» Troppi sono stati i ritardi, per cantar subito vittoria: ma per Pierobon qualche elemento positivo c’è.
Di diverso animo è il neosindaco di Induno Olona, Marco Cavallin, che ha partecipato al suo primo tavolo di confronto da Primo Cittadino a sole 24 ore dal suo giuramento. «Siamo andati all’incontro io e il vicesindaco Colombo, che ha una delega specifica per la Ferrovia – spiega Cavallin – Al tavolo ho spiegato che io e i cittadini che rappresento abbiamo esaurito la pazienza: la prima cosa che ho chiesto è stato un cronoprogramma preciso e scritto delle opere da fare, di cui possa rendere partecipi i cittadini».
Guarda la Galleria che illustra il progetto Arcisate – Stabio
Ma non è così semplice: perchè «Prima va risolto il problema delle terre che ci hanno annunciato avere ora una destinazione: dovrebbero infatti essere stoccate nelle cave di Arcisate e Viggiù. L’avvio burocratico dello stoccaggio dovrebbe avvenire in pochi giorni, e dovrebbe arrivare a conclusione – almeno amministrativa – entro settembre-ottobre. Dopodichè le terre verranno portate a riempire e bonificare quelle cave. E quindi sarà possibile ricominciare e infine concludere i lavori». Il sindaco di Induno, perciò, non è nè pessimista ne ottimista ora: attende. «Da adesso io rimango in attesa: vigilerò sul fatto che i tempi siano rispettati e che appena possibile, cioè appena sarà concluso l’iter dello stoccaggio delle terre, sia fornito un cronoprogramma scritto con una tempistica certa. A me tutto quello che serve è chiarezza». Cavallin si aspetta, per i tavoli di confronto, una cadenza almeno bisettimanale: «Intanto, settimana prossima dovrebbe esserci il sopralluogo dell’assessore regionale e per martedì abbiamo previsto una visita in cantiere con il responsabile lavori di Rfi».
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