Lavoratori in strada, in vista dello sciopero generale di venerdì

Vertici provinciali di Cgil e Uil insieme ai lavoratori della Mazzucchelli per sensibilizzare sulla protesta organizzata il 12 dicembre a Milano. Già previsti 10 pullman in partenza da Varese

I lavoratori della Mazzucchelli si sono fermati per tre ore davanti all’azienda per annunciare lo sciopero generale, indetto per venerdì 12 dicembre. È accaduto mercoledì mattina nella zona industriale di Castiglione Olona, dove insieme ai lavoratori erano presenti anche i vertici provinciali di Cgil e Uil: «Abbiamo organizzato questa manifestazione per far capire l’importanza dello sciopero di venerdì – spiega Umberto Colombo, segretario provinciale della Cgil -. Quest’area è rappresentativa di tutta la provincia. Qui le aziende vanno bene, ma con la legge di stabilità non si va nella tutela del lavoro e dei lavoratori. Il Governo non ci vuole ascoltare e non sono state prese in considerazione le nostre proposte. Sono già una decina i pullman che da Varese partiranno venerdì per Milano». 

I lavoratori erano insieme ai sindacati per sostenere questo tipo di protesta preparatoria. Diverse le situazioni aperte sul tavolo: «Sul lavoro, nella legge di stabilità, non c’è stato confronto concreto – prosegue Colombo -. La legge prosegue su un percorso basato sull’austerità, e questo appesantisce tutto; sul jobs act abbiamo una situazione di crisi pesante: si riducono da gennaio gli ammortizzatori sociali e non c’è risposta adeguata dal governo. Siamo favorevoli alle politiche attive del lavoro, ma ci vogliono risorse adeguate, come riprendere le attività del centro per l’impiego».

Sulla stessa linea anche Ermanno Donghi, segretario generale FilcTem: «Abbiamo deciso come categoria del settore chimico di presidiare in questa zona dove sono presenti le aziende importanti del territorio. Era necessario far vedere alla cittadinanza che il rischio di perdere queste attività è evidente. Il mondo del lavoro è il fulcro di questo paese, ci serve la parte produttiva e non solo quella commerciale, e il job act non dà valore aggiunto al comparto produttivo». 
 
Albrizio Antonio, segretario provinciale della Uil: «Nella legge stabilità è previsto il taglio dei patronati, è una scelta sbagliata perché fa perdere altri posti di lavoro e riduce il servizio ai cittadini. Tra le altre cose viene previsto di far pagare quello oggi è gratuito. È inaccettabile». E anche Antonio Parisi, segretario generale Uil-Tec, aggiunge: «Noi crediamo sia l’ennesima riforma del lavoro sbagliata e il risultato è la disoccupazione al 13 per cento. Non va bene che le riforme siano sempre su lavoratori e pensionati, così non servono a niente. Serve altro, come la lotta all’evasione e maggiori investimenti».  

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Pubblicato il 10 Dicembre 2014
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