Varese suda freddo ma si mette in tasca la salvezza

La Openjobmetis, a lungo con un ampio vantaggio, si fa rimontare nel finale da Caserta ma poi conquista i due punti (84-80) che garantiscono la Serie A. Grandi prove di Eyenga e Maynor

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C’è di nuovo la Serie A nel futuro della Pallacanestro Varese, notizia scontata ma confermata solo alla sirena finale della partita vinta contro Caserta, sempre più sull’orlo della retrocessione. La Openjobmetis ha battuto i campani, lo ha fatto con pieno merito, ma allo stesso tempo ha scelto la strada più tortuosa per guadagnare i due punti che assicurano a Varese la sicurezza matematica. Avanti anche di 15 punti, piuttosto in scioltezza, gli uomini di Caja hanno vanificato quasi tutto nella seconda metà del quarto periodo consentendo alla Pasta Reggia di rimontare sino a un rabbrividente -1. Vizio antico, quello di non chiudere le partite e di gestire male i palloni che scottano, vizio che ha fatto venire l’infarto a mezza Masnago e la collera all’altra metà, sino ai due tiri liberi di Kangur che hanno fissato l’84-80 finale e riappacificato il popolo biancorosso.
Giusto così, per quanto si è visto a lungo in campo: Caserta, osso durissimo al PalaMaggiò di questi tempi, è rimasta a lungo lontana ad inseguire senza troppa convinzione. Quando però Varese ha calato la concentrazione tutto si è riaperto, grazie anche a una mostruosa metamorfosi di Carleton Scott, passato da giocatore invisibile a macchina da canestri: 17 punti nell’ultimo periodo con quattro triple e un cesto impossibile con Kangur addosso. E solo a 6” dalla fine – due liberi dell’estone a segno – è stato possibile alzare le braccia per i padroni di casa. Che ora hanno quattro partite per provare a rivitalizzare una classifica comunque smunta: si lotterà per il 12° posto o poco più, ma a questo punto vale la pena impegnarsi visto che le avversarie – salvo Sassari, tra sette giorni – non fanno paura. E chissà se qualcuno dei giocatori in biancorosso possano provare a giocarsi una riconferma: posto che conti, incastri e idee arriveranno dopo aver definito l’assetto tecnico della società, un Eyenga a questi livelli potrebbe essere giocatore da firmare (ma il prezzo è già salito). Se Varese questa sera l’ha spuntata deve molto a lui (25 punti, 9 rimbalzi, cancellazione dal campo di Domercant), parecchio a Maynor che ha diretto bene la regia, meno ad altri a partire da un Rautins in crisi nera e da un Jefferson che ha patito i chili e l’esperienza di Ivanov. Per fortuna con un Callahan a coprirgli bene le spalle, stavolta.

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COLPO D’OCCHIO – Cielo sereno, temperatura gradevole, avversaria in fondo alla classifica, Varese tutt’altro che esaltante. Sono diversi i fattori che non aiutano a riempire gli spalti di Masnago che tuttavia offrono un discreto colpo d’occhio con circa 3.500 presenti a partire dai numi tutelari Toto Bulgheroni e Renzo Cimberio, l’uno accanto all’altro a soffrire e gioire. Non c’è invece Gianfranco Ponti, il finanziere che si è proposto per affiancare il Consorzio nella gestione del club: assenza peraltro prevista e dovuta a impegni di lavoro all’estero.

PALLA A DUE – Come annunciato, Diawara resta in tuta all’esterno della panchina per i guai al polpaccio: al suo posto Okoye a referto mentre Kangur ed Eyenga (che marca la guardia su Domercant) sono le ali titolari. Vincenzino Esposito – grandissimo ex giocatore – spedisce subito sotto i tabelloni Scott e Ivanov, applaudito dal pubblico di Masnago con cui condivise mesi bollenti due anni fa.

LA PARTITA – Proprio Ivanov è la prima opzione offensiva della Juve che sfrutta i suoi chili per mettere in difficoltà Jefferson in area. Mossa riuscita, anche se Varese pecca soprattutto in reattività da altre parti del campo e alla prima sirena, complice un approccio molle, è sotto 14-21. La pausa breve serve a Caja per accendere il motore dei suoi: Eyenga sale di tono in difesa ma il protagonista è l’ala di riserva Stan Okoye che batte in palleggio gli avversari e timbra il break biancorosso. Il parzialone permette a Varese di chiudere avanti 39-31 con il pubblico inferocito per un fischio arbitrale (sfondamento su Kangur trasformato in fallo a favore di Antonutti) completamente sballato.

La Openjobmetis continua il suo percorso “liscio” dopo l’intervallo con un Maynor bravo anche al tiro (al contrario di Rautins, nuovamente fuori fase) e soprattutto con l’inarrestabile Eyenga, che nessuno dei casertani riesce a tenere a freno. Varese tocca il +15 e si accontenta del 61-51 della sirena, senza mai soffrire.

IL FINALE – Se Caserta ha un merito è quello di non mollare mai del tutto la presa, anche se la Pasta Reggia deve attendere qualche amnesia biancorossa per tornare a rosicchiare punti. Al 35′ il match è ancora saldamente in mani biancorosse (+9) ma da lì a poco tutto si complica: Scott non sbaglia più, colleziona triple a ripetizione in compagnia di Mordente e Antonutti e così Caserta si trova a -1 (76-75, 78-77). Un assist di Maynor a Callahan, un rimbalzo in attacco di Kangur e un canestro del play rimettono in marcia Varese avvicinata di nuovo a -2 dalla quarta tripla di Scott. Ma gli ultimi liberi di Kangur mettono in ghiaccio la partita e il verdetto legato alla salvezza: Varese da oggi può pianificare il futuro.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 12 aprile 2015
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  1. Luca84
    Scritto da Luca84

    Vorrei che Varese fosse una squadra italiana, e non lo è al momento. E poi vorrei che ci fosse un minimo di pianificazione, non si può rifare da capo la squadra ogni anno….

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