Frana di Somma, non c’è reato. Tutti prosciolti
Il Giudice per l'udienza preliminare Limongelli ha prosciolto i 15 tra tecnici e amministratori per il crollo del costone di collina sul Ticino. Assolto anche l'ex-capo dell'ufficio tecnico in abbreviato
Si può definire una sentenza clamorosa quella emessa oggi dal giudice per l’udienza preliminare dopo oltre 7 mesi di udienze sulla vicenda della frana di Somma Lombardo, il crollo del costone di roccia e terra che si portò via l’abitazione della famiglia Rovelli nel maggio del 2012.
Assolto Gianluca Gardelli, uno dei due responsabili dell’ufficio tecnico del Comune che aveva chiesto il rito abbreviato, e prosciolti gli altri 15 (amministratori e tecnici che si sono susseguiti negli anni in Comune) perchè il fatto – secondo il giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Limongelli – non costituisce reato.
E’ stata, dunque, accolta in pieno la linea delle difese che sostenevano l’inammissibilità del reato di disastro colposo per tutti gli indagati senza distinzione. Nonostante l’accusa, rappresentata dal pm Francesca Parola, avesse portato una mole importante di documentazione che attestava la conoscenza del problema della conduttura fognaria da parte di tutti coloro per i quali aveva chiesto il rinvio a giudizio. Il commento dell’avvocato Tiberio Massironi: «La richiesta di rinvio a giudizio, così come formulata, non poteva stare in piedi. E’ evidente che non si poteva dare a tutti la stessa responsabilità»
L’indagine, durata quasi due anni e mezzo, era stata condotta dal sostituto procuratore Roberta Colangelo per poi passare alla collega Parola. A gennaio di quest’anno è stata fatta la richiesta di rinvio a giudizio e oggi è arrivata questa doppia sentenza che ha sorpreso anche gli stessi avvocati.
Ora la Procura e le parti civili potranno impugnare la decisione in Cassazione mentre per la famiglia Rovelli rimane aperto il procedimento civile, ultima spiaggia per vedersi riconoscere un risarcimento per la perdita della casa, crollata insieme alla montagna e ai ricordi di una vita. Dopo lo smacco del mancato risarcimento da parte dell’assicurazione ora è arrivata anche l’assoluzione in sede penale.
Anche Giuliano Rovelli ha commentato la decisione del giudice: «Non ci sono parole. Quindi io faccio crollare una collina tanto il fatto non costituisce reato. Capisco che si possa assolvere un architetto ma l’assoluzione di tutti i responsabili politici e amministrativi del Comune e delle aziende coinvolte, che avrebbero potuto fare qualcosa e non l’hanno fatto, mi lascia davvero allibito».
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