Aumentano gli occupati in provincia di Varese
I dati elaborati dall'Ufficio studi e statistica della Camera di Commercio parlano di un'inversione di tendenza netta a livello provinciale con 81.944 nuovi contratti di lavoro a fronte di 79.231 cessazioni
Sei anni fa, durante la “Giornata dell’economia” organizzata dalla Camera di Commercio di Varese, il segretario generale Mauro Temperelli commentava un fenomeno in atto nell’economia del territorio: a fronte di segnali di ripresa (oggi interpretabili come semplici rimbalzi) non c’era una corrispondente riduzione del tasso di disoccupazione che nel 2009 cresceva fino al 6,2%, oltre un punto percentuale in più della media lombarda (5,3%). Con esclusione del 2010, anno in cui è sceso al 5,1%, il tasso di disoccupazione in questi anni in provincia di Varese è sempre cresciuto: 7,6% nel 2011, 8,2% nel 2012, 8,5 nel 2013. Solo nel 2014 ha iniziato a diminuire sensibilmente riallineandosi all’8,3% della media lombarda. (fonte dati Osserva)
Oggi, nell’anno della ripresa, ancora da consolidare, i dati sulle nuove assunzioni elaborati dall’Ufficio studi e statistica della Camera di Commercio parlano di un’inversione di tendenza netta a livello provinciale con 81.944 nuovi contratti di lavoro a fronte di 79.231 cessazioni (il saldo attivo è di 2.713).
Rispetto al periodo gennaio-settembre 2014, sono stati costituiti oltre 4.500 nuovi rapporti di lavoro in più, facendo registrare un incremento netto delle assunzioni pari al 6%. L’analisi di tale dinamica conferma i segnali già osservati durante il 2015 in merito a un “cauto risveglio” del mercato del lavoro provinciale.
In particolare, le assunzioni a tempo indeterminato hanno registrato, nei primi sei mesi dell’anno (ultimo dato disponibile), un deciso incremento a Varese come nel resto del Paese, attestandosi su tassi di variazione del 50%. Nello stesso periodo, inoltre, anche le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni hanno registrato un sensibile ridimensionamento: -34,6% tra gennaio e settembre 2015, con oltre 9 milioni di ore in meno rispetto all’anno precedente. I decrementi più rilevanti hanno riguardato la straordinaria (-44,7%) e hanno interessato tutti i settori industriali, a eccezione di quello alimentare.
Si segnala, infine, un decremento del flusso dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità (con riferimento alla sola Legge 223 che riguarda le grandi imprese) che nei primi nove mesi dello scorso anno sono stati 1.034, il 48% in meno rispetto ai dodici mesi precedenti.
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