Gli esterni biancorossi travolti, Galloway è una zavorra
Milano vince la partita con i piccoli, anche perché i lunghi di Moretti non sfigurano. La guardia (8 perse) è delegittimata anche dai fischi del pubblico
DAVIES 6 – Buona parte del fatturato arriva a partita chiusa, e gli vale un’altra “doppia doppia” buona solo per le statistiche: 18+10, ma – e questo vale anche per i compagni di reparto – non è sottocanestro che Varese perde contatto da Milano. I lunghi, favoriti dall’assenza di McLean, il loro lo fanno e Repesa lo riconosce sottolineando le difficoltà trovate a rimbalzo.
FAYE 5,5 – Discorso simile a quello fatto per Davies: non è dalle sue parti che Varese crolla, anche se il senegalese dopo l’arrivo di Kangur appare sempre meno propenso a rivestire ruoli da protagonista.
WAYNS 4 – Repesa gli mette sotto il naso il naso Lafayette e il play, inafferrabile a Caserta e Minsk, si incarta fin dai primi minuti. Il tiro da 3 gli fa difetto, in entrata non trova spazi, e con il passare del tempo se ne va anche la fiducia. Certo, non ha avuto molte alternative.
VARANAUSKAS 5 – Il livello della partita appare troppo alto per il volenteroso play lituano, utilissimo contro squadre di pari categoria ma in evidente difficoltà contro un complesso ben più solido come quello dell’Olimpia. Si salva alla voce assist, ma solo a quella.
DE VITA 7 – Voto omaggio per l’esordio in A con palla rubata e canestro segnato in 15” di gioco.
KANGUR 6 – Lotta, picchia, segna qualche punto, costringe i marcatori al fallo, non ha problemi a dirne quattro a Galloway. Insomma, il derby lo gioca per davvero, ma non ha nelle mani i canestri per diventare uno dei padroni.
FERRERO 4,5 – Discorso simile a quello fatto per Varanauskas: eroe in Coppa, ma contro la solidità di Milano non trova né gloria da lontano (incredibile la sua imprecisione alla domenica rispetto al mercoledì) né da vicino. E Simon lo porta a spasso.
KUKSIKS 4 – Quattro punti, due rimbalzi, un assist. Dall’ala piccola titolare della Openjobmetis ci si aspettano risultati ben migliori, soprattutto se questa è un uomo di esperienza e di mestiere come il lettone. Ma è anche evidente che la caratura atletica degli avversari non è un buon viatico per uno come Kux.
GALLOWAY 4 – Nell’avvio positivo di Varese ci sono due guizzi in attacco che fanno ben sperare, ma presto il pubblico capisce di essere alla fiera della palla persa. Saranno 8 alla fine, a causa di soluzioni suicide con palleggi continui (e chiusi) in mezzo ai raddoppi avversari. Alla fine i tifosi lo “tagliano” a suon di fischi e insulti: ora tocca alla società.
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