“Nessuno compra più cd”, chiude la Casa del Disco

Lo storico negozi di dischi di Piazza Podestà annuncia la chiusura: troppo alti i costi di gestione, forte calo delle vendite. Gli incontri con gli artisti non sono bastati a fermare la crisi

Marco Mengoni alla Casa del Disco dicembre 2015

La Casa del Disco chiude i battenti. Lo storico negozi di dischi di Piazza Podestà annuncia la chiusura. Il 17 gennaio sarà l’ultimo giorno, poi la serranda sarà abbassata definitivamente. Una decisione che arriva dopo un periodo difficile: era da tempo che dipendenti e proprietari parlavano delle difficoltà di portare avanti l’attività. “La gente non compra più dischi e cd – spiega Mauro, gestore dell’attività da 16 anni -, la verità è questa. Oggi il supporto musicale è finito e per noi i costi di gestione sono diventati troppo alti”.

Le tante attività organizzate negli ultimi tempi non sono bastate. Super sconti sui dischi, incontri con gli artisti, presentazione di libri, corsi per dj, hanno aiutato ad andare avanti ma è la quotidianità quella che conta. Solo lo scorso mese, la Casa del Disco ha ospitato Marco Mengoni, J-Ax, Edoardo Bennato con la presentazione dei loro dischi ma i “bagni di folla” del momento non bastano.

“Forse bisognava dare un taglio prima – continua Mauro -, forse è andata bene così. Non so cosa succederà adesso: abbiamo diversi contatti e l’idea di continuare l’attività in piccolo. Al momento non ho certezze, vediamo cosa porta il futuro”.

La Casa del Disco ha una lunga storia alle spalle. Ha vissuto tempi d’oro e il suo nome è conosciuto negli ambienti musicali culturalmente più attivi. E’ stata un punto di riferimento per chi, negli anni ’90, girava nella scena underground, per chi era part della scena hip-hop. La sua collezione di dischi non ha mai deluso gli appassionati ed è sempre stata un luogo dove parlare di musica e farsi consigliare un buon disco.

“Spero di aver dato tanto alle persone e alla città – dice Mauro -. Ogni giorno qui dentro è stato un piacere, è un lavoro che ho portato avanti con passione. Come me, i miei colleghi, Roberto Binda, Max Malnati, Sonia hanno dato tantissimo a questo posto”.

A metà mese il negozio chiuderà e non è ancora chiara la destinazione dello spazio, da sempre in affitto. “I proprietari del locale sono stati gentilissimi con noi e ci hanno aiutato molto” spiega Mauro. Ora si va avanti nonostante i ricordi sprigionino un po’ di nostalgia: “Ricordo ancora quando ho stretto la mano a Gege e Teresa, i vecchi gestori, e ho preso in mano il negozio- dice Mauro-. Prima venivo qui come cliente, con il motorino da Gorla Maggiore, dove abitavo. In questi anni ho avuto moltissime soddisfazioni”. E i varesini gli sono grati.

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 02 gennaio 2016
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