È la giustizia sociale la regola del commercio equo

I valori etici guidano le scelte commerciali della Bottega di Mondi Possibili di Varese, in via Luini, 2 per assicurare la sostenibilità del commercio

bottega commercio equo a varese

Sapori e colori, forme e profumi che parlano di paesi lontani, culture diverse, tradizioni ancora forti. Ma che devono anche parlare di giustizia sociale ed economica, di sviluppo sostenibile, di rispetto per l’ambiente e per le persone, del Nord come del Sud del Mondo.

Questo l’impegno da cui ha preso origine il Fair Trade, e cioè il Commercio Equo e Solidale, ovvero quella forma di scambio con la quale si cerca di garantire ai produttori e ai lavoratori di America Latina, Africa ed Asia, ma anche a realtà italiane sociali, la giusta retribuzione per il lavoro svolto, e sviluppare così progetti di cooperazione, in grado di aiutare le popolazioni più povere a sviluppare le proprie potenzialità e a crescere con le proprie forze.

Una serie di principi economici ed etici che trovano un valido portavoce nella bottega Mondi Possibili di Varese, in via Luini, 2.

Orari di apertura natalizi: Lunedì 15.30 – 19.00, Martedi 9.30 – 19.00 Mer – Dom 9.30 – 12.30 e 15.30 – 19.00

«La scelta dei prodotti del commercio equo – spiega Marco Lampugnani, direttore di Mondi Possibili -, favorisce un modo nuovo di consumare, basato sul rispetto di chi produce. Il commercio Equo e Solidale permette ai produttori di America Latina, Africa e Asia il raggiungimento di un livello di vita dignitoso, e garantisce anche margini per l’investimento in progetti sociali autogestiti».

Un sostegno non solo relegato all’immediato, quindi, ma concepito secondo una prospettiva a lungo termine. «E’ importante capire che il commercio equo e solidale non è basato sul principio del sostegno specifico a un progetto, come invece avviene per le iniziative caritatevoli. Il valore aggiunto sta nel meccanismo: riconoscendo un giusto contributo ai produttori, si mette in moto un circolo virtuoso, il cui approdo finale dovrebbe essere l’ingresso dei ‘Paesi poveri’ nel mercato mondiale, a condizioni non di sfruttamento, ma, appunto, di equità».

Insomma, un aiuto a crescere credendo nelle proprie potenzialità. «Comprando prodotti qualitativamente ed eticamente garantiti – conclude -, si potrà dare un contributo, per quanto piccolo, a cambiare in meglio il mondo. Perché è dai gesti più semplici che nascono le grandi cose».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 dicembre 2016
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