“Terra e gente” fa lo scoop su Piero Chiara

Un racconto del 1969 era ispirato a Duno, un saggio rivela chi erano i veri personaggi. Questa e altre storie, nel numero annuale della rivista storica

Piero Chiara

Il numero 24 della rivista “Terra e gente”, per il 2017, è dedicato alla memoria della comunità locale: Piero Chiara, in primis. La rivista pubblica il racconto “La forza del destino”, uscito nel 1969, e lo accompagna con una nota introduttiva in cui si ripercorrono i personaggi inventati dal romanziere, ma ispirati a persone realmente esistite.
(Foto tratta dalla rivista, a sua volta proveniente dall’archivio privato F.Roncoroni, Fondo P. Chiara, Como) 

Il passaggio è molto gustoso, soprattutto per i lettori di una rivista che si occupa da sempre delle valli del Varesotto. Duno, paese della Valcuvia, venne frequentato da Piero Chiara assiduamente dal 1929 al 1934. A Duno viveva la sua fidanzata Giulia Giovanna Magada, detta Nina, conosciuta durante gli esami per la licenza complementare. La donna morì nel 1934 ma ogni anno Chiara tornerà a febbraio per omaggiarla nel piccolo cimitero.

Uno dei personaggi del racconto è ispirato a don Carlo Cambiano, parroco del paese, che Piero Chiara accompagnò nei suoi viaggi a Varese e a Roma, alla ricerca di finanziamenti per opere pubbliche e religiose che portassero benefici al paese. Un altro elemento di commistione tra la realtà e la narrativa è rappresentato dal progetto di edificazione di un Sacro Monte che don Cambiano voleva dedicato alla vita di San Martino e che Chiara immagina dedicato ai misteri del Rosario.

Il ricordo di Piero Chiara, che fu persino corrispondente da Duno per giornali locali, appare doveroso, dato che il 31 dicembre ricorre il trentesimo della scomparsa del grande romanziere. Il volume, inoltre, coordinato da Serena Contini, contiene uno scritto prezioso sulla poetessa Luciana Guatelli, redatto dalla stessa Serena Contini, tratto dagli archivi che gli eredi hanno appena donato al comune di Varese. La Guatelli ha avuto un importante legame sentimentale con Piero Chiara ed è stata poetessa varesina di creatività e stile.

Gli altri scritti sono anche molto interessanti Luca Gallarini racconta la storia dello scrittore Aldo Buzzi e del suo legame con Runo di Dumenza. Il giornalista  Roberto Rotondo scrive invece della storia della famiglia Trolli, una panoramica lungo tre generazioni dei fondatori del Calzaturificio di Varese: dalla fondazione come bottega artigiana negli anni Sessanta dell’Ottocento, fino alla ricostruzione del secondo dopoguerra, per arrivare al 1969, l’anno in cui Ermenegildo Trolli lascio la guida dell’azienda e morì, dopo essere divenuto uno dei più importanti industriali della storia di Varese. Il giornalista Gianni Spartà racconta lo sviluppo industriale dell’Alto Verbano tra Ottocento e Novecento. Jolanda Lorenzi, Francesco Muscolino, Roberto Mella Pariani fanno il punto sugli scavi nella chiesa di san Biagio a Cittiglio.

Flavio Boero si occupa della storia millenaria della birra, Sergio Redaelli si diletta invece a spiegare al lettore quali siano le uve storiche del nostro territorio. Claudia Biraghi racconta montagna e istituzioni del Varesotto negli anni 50. Emilio Rossi scrive una toccante storia a lieto fine tra due internati in Svizzera, e il loro angelo tutelare. Da segnalare con molta curiosità è il saggio di Francesca Boldrini sulla costruzione della Linea Cadorna, realizzata 100 anni fa ma di cui all’epoca, per segreto militare, non si poteva parlare apertamente nei giornali.

Pertanto, l’autrice è andata a rintracciare articoli che ne parlano, indirettamente, a riguardo di incidenti sul lavoro, scoppi di mine, intemperanze degli operai coinvolti, o ancora nelle fonti dei giornali svizzeri. Non si poteva nominare la fortificazione e allora si scriveva “i lavori che si compiono in questi paraggi”. Chiudono il volume Giorgio Roncari con uno scritto sul conte Rinaldo Gallivaggi a Cassano Valcuvia, Alberto Rossi sugli scrittori di Mesenzana e l’album fotografico sulla Linea Cadorna a cura di Carlo Cattaneo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 dicembre 2016
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