Matti per il calcio
Serata speciale al Miv con la proiezione di Crazy for football che racconta la preparazione ai campionati mondiali in Giappone per persone con disagio psichico
“La follia non esiste. La follia è il calcio perché è lo sport più bello”.
Berretto calato sugli occhi, sguardo furbo anche se un po’ perso. È Karim ad aprire il film Crazy for football di Volfango De Biasi. Una proiezione unica in anteprima al Miv di Varese. È la storia di un progetto sportivo che vede protagonisti tanti ragazzi e uomini con problemi psichiatrici. Una selezione e preparazione per partecipare ai primi campionati mondiali che si sono svolti in Giappone. “Questa storia – racconta il regista – fatta con grande amore ha un grande sogno portare i mondiali a Roma nel 2018”.
Il film è costruito bene e al centro c’è lo sport, lo spirito di squadra, la voglia di scommettere sulla passione. Il disagio, la sofferenza, la fatica non viene nascosta, ma non gioca un ruolo da protagonista. Il cinema mostra quanto bene può fare con il proprio racconto.
Al Miv, grazie alla sensibilità di Andrea Cervini, grande appassionato di calcio, oltre che gestore della multisala, c’era un pubblico “speciale”. Prima della proiezione c’è stata una breve presentazione con Emanuele Martignoni e Sabrina Sozzani. Il primo lavora in psichiatria come educatore e ha presentato l’attività con la squadra. “Abbiamo una struttura organizzativa importante che ci permette di praticare il calcio come attività riabilitativa. Questo è possibile grazie all’impegno di tanti colleghi. Poi ci sono le collaborazioni con realtà come Uisp e la società calcistica Varesina calcio che ci ha messo a disposizione le proprie strutture gratuitamente. La squadra ha un’ossatura stabile dal 2008 e dall’anno successivo partecipa ai tornei con ottimi risultati.”
La sua squadra è prima in classifica e ha vinto il campionato regionale negli ultimi due anni. I “cittadini del mondo varesina” mettono in campo trentasei ragazzi con il disagio psichico. Arrivano da tutti i centri pubblici e convenzionati.
Sabrina Sozzani è una sportiva a tutto tondo con all’attivo diverse discipline. È lei che ha presentato il film.
“Lo sport è fondamentale perché è un gioco e mette in relazione le persone. È un modo di riappropriarsi della propria vita. È libertà di essere che permette equilibrio. Pratico le arti marziali, una disciplina che non è violenta ma permette di conosce l’altro”.
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