Bettinelli: “Varese, una storia d’amore che ritorna”
Accanto al nuovo presidente, presentato ufficialmente anche l'allenatore. "Mi ha convinto una frase di Baraldi: sarà la società a trascinare la squadra e non viceversa"
E’ tutt’altro che un volto nuovo, in Casa Varese, ma è a sua volta tra le novità presentate a Villa Porro Pirelli in occasione dell’insediamento di Fabio Baraldi, nuovo presidente biancorosso. Stefano Bettinelli è tornato da poco più di una settimana sulla panchina del Varese ed è stato subito investito della responsabilità di tornare in alto.
«Questo è il dodicesimo campionato che disputo con il Varese – spiega il tecnico di Induno Olona – Inizialmente avevo rifiutato la proposta, perché le ultime esperienze mi avevano segnato molto. Però proprio Baraldi mi ha detto la frase giusta: “Sarà la società a trascinare la squadra e non viceversa”. Negli anni scorsi, quando ho allenato il Varese, non era così. (Nella foto Bettinelli con Silvio Papini, a sua volta tornato in società come responsabile dei servizi generali).
In questo momento, vincere dev’essere un piacere e non un obbligo, e questo mi fa pensare che la strada e le persone sono quelle giuste: proviamo a conquistare più partite possibile, sapendo di avere alle spalle un progetto definito e che non si morirà quando arriverà una sconfitta. Credetemi, un bel cambiamento rispetto a due o tre anni fa».
ANIMA PROSCIUGATA
Bettinelli spiega il motivo per cui, inizialmente, aveva declinato l’invito della società. «Avevo sofferto troppo in quell’annata culminata con retrocessione e fallimento, una stagione che mi aveva prosciugato l’anima. Da allora non ne ho voluto sapere niente del Varese dal punto di vista lavorativo, pur continuando a seguirlo a distanza nei risultati e nel suo cammino. Però le storie d’amore tornano: quando ho rifiutato la prima volta mi sono comunque venuti i brividi lungo la schiena e non ho potuto dire “no” alla seconda richiesta. Sono felice, conscio delle responsabilità, ma le sfide vanno accettate. Quando è uscita la notizia del mio ritorno, sono stato sorpreso ed emozionato nel ricevere una marea di messaggi e telefonate. Tantissimi i miei ex giocatori: se ho lasciato loro qualcosa ne sono orgoglioso. Vorrei anche salutare e ringraziare Baiano, che è un amico e un professionista che anche qui ha fatto un ottimo lavoro».
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