Il tribunale condanna lo stalker a risarcire il centro antiviolenza
Mentre il tribunale condanna a 4 anni un 35enne che perseguitava la sua ex (e lo condanna a pagare l'associazione che l'ha aiutata), i carabinieri ottengono una nuova misura per un 25enne
Da anni pedina la ex-fidanzata e, da quando lei ha iniziato una nuova relazione sentimentale, anche il nuovo fidanzato fino al punto di picchiarlo e minacciarlo, intimandogli di sparire dalla vita della donna. Per il 25enne stalker è scattata la misura cautelare ai domiciliari alle prime ore della mattinata di oggi (venerdì).
Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la misura al termine di un’indagine iniziata nell’estate del 2016 in seguito alla denuncia della giovane vittima, una 23enne.
Dopo la denuncia, inizialmente, le condotte persecutorie dell’uomo, che non sopportava la fine della relazione con la ex fidanzata, sembravano essersi ridotte. Dopo essere venuto a conoscenza della nuova relazione, però, sono riprese fino a coinvolgere anche il nuovo fidanzato.
Le nuove indagini hanno consentito di appurare nuovi atti persecutori. Nei confronti di entrambi, oltre che con i consueti pedinamenti , contatti telefonici, mincacce ed ingiurie, anche con un episodio in cui ha costretto il “rivale” in amore a scendere dalla propria auto, a farlo salire sulla propria, picchiandolo ripetutamente ed intimandogli di chiudere la relazione con la giovane donna.
Per tale ragione la procura ha intenzione di contestare al giovane anche i più gravi reati reati di sequestro di persona ed estorsione, oltre che quelli di atti persecutori e lesioni.
Questa vicenda appare molto simile a quella che, in questi giorni, ha portato il tribunale di Busto a condannare un 35enne, autore di analoghi atti persecutori, lesioni e maltrattamenti nei confronti della propria compagna ad una pena di oltre 4 anni.
Questo risultato è arrivato grazie all’attento ed approfondito lavoro di indagine dei carabinieri della stazione di Busto Arsizio,che su questo specifico tema hanno personale specificatamente preparato. Fondamentale anche la collaborazione del centro antiviolenza Eva onlus di Busto Arsizio a cui, anche per aver garantito supporto alla vittima di tali incredibili condotte per l’intero corso della vicenda, il giudice ha riconosciuto una somma di denaro (1000 euro), uno dei primi casi in italia, segno evidente di quanto la collaborazioni tra le diverse componenti sia fondamentale per il sostegno alle vittime di questi fenomeni.
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