La Colonia tiene a battesimo l’Osservatorio
Una sessantina di partecipanti hanno dato vita al collettivo che tratterà temi da declinare tramite le esperienze sul territorio
Il lago, e uno dei suoi migliori monumenti dal sapore storico – la colonia elioterapica di Germignaga – ha tenuto a battesimo ieri sera, 31 agosto, l’Osservatorio “Felice Cavallotti” sui beni comuni del Luinese.
Ma la sinistra storica non c’entra nulla con questo insieme di persone che hanno firmato il manifesto costitutivo nelle settimane passate, partecipato alla riunione di giovedì e quindi deciso la sede, che sarà Circolo di Creva, intitolato appunto a Felice Cavallotti.
Fulvio Fagiani, presidente di Universauser Varese ha trattato il tema dei cambiamenti climatici nell’intervento che ha aperto la seduta.
Poi si è tenuta la presentazione dell’Osservatorio: ci cono stati interventi di persone che hanno dato la loro disponibilità a relazionare sui vari temi generali, da declinare poi sul territorio, temi che vanno dall’agricoltura al gioco patologico, dalla letteratura all’allevamento.
Massimi sistemi, quindi, ma rapportati ad esperienze reali, vissute ogni giorno e sviluppate su punti di vista mai lasciati al singolo, ma alla collettività.
Pare infatti un collettivo di pensiero, quello raccontato da Ivan Rovetta, che assieme a Diego Intraina sono le due anime attorno alle quali si coagula se non altro l’organizzazione delle sedute.
«Sì, perché sul piano della partecipazione siamo e saremo tutti uguali, non ci sarà gruppo dirigente ma un’assemblea a cui possono partecipare tutti, a titolo personale, senza rappresentare nulla. – dice Rovetta. Ieri sera hanno partecipato numerosi esponenti della società civile, studiosi, religiosi, politici locali e rappresentanti di associazioni locali. Si sono detti tutti molto interessati alla nostra avventura».
Oltre a persone del Luinese, era presente una delegazione eterogenea proveniente dall’intera zona dei Laghi.
«Prossimamente, entro un mese circa, faremo un’assemblea dei firmatari che individuerà i temi da mettere in agenda. E sarà sempre l’assemblea a decidere cosa fare. Alla fine dell’assemblea verrà decisa l’agenda. Una volta stabiliti i temi, chi ha conoscenze o interessi specifici sarà chiamato a costruire l’evento», conclude Rovetta.
Tutta l’assemblea deciderà le priorità, insomma, e sui singoli appuntamenti verranno coinvolte le persone meglio titolate ad affrontare le questioni.
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