Scatta la nuova tassa, “Natale nero” per le sigarette elettroniche
L'1 dicembre entra in vigore la nuova forma di tassazione. Rivenditori e addetti del settore manifesteranno a Roma: "A rischio 30mila posti di lavoro"
Torna la tassa sulle sigarette elettroniche e una nuova norma rischia di togliere la possibilità di vendita nei negozi specifici, oltre che online. È per questo che centinaia di addetti del settore protesteranno a Roma, davanti a Montecitorio, nella giornata di mercoledì 29 novembre. E nello stesso scatta la “serrata” di tutti negozi di sigarette elettroniche in Italia, per denunciare il «black Christmas» che attende il settore.
Stefano Pozzi a Gallarate gestisce l’ampio negozio di via XX settembre: è partito da un web shop, è passato ai negozi “fisici” (primo a Cedrate), oggi a lui fanno capo una decina di punti vendita in Lombardia e una società che si occupa di produzione e vendita dei liquidi con base a Castellanza. Dal parcheggio di fianco al negozio partono martedì sera due pullman diretti a Roma. «Chiediamo equa tassazione sui liquidi che consenta al mercato di svilupparsi come ha fatto in questi anni».
La querelle con lo Stato sulla tassazione del dispositivo è di lunga data, ormai, un lustro esatto. «La prima legge è del 2012, prevedeva una tassazione del 58,7% su tutto, la stessa incidenza delle accise sul pacchetto di sigarette applicata su sigarette elettroniche, liquidi, accessori. Sulla base dei nostri successivi ricorsi la Corte Costituzionale ha demolito la legge, eliminando tutto tranne la tassazione sui liquidi che contengono nicotina. Nel 2014 un decreto legge reintroduce la tassasu tutti liquidi, delegando all’Agenzia dei Monopoli di Stato la quantificazione». La cifra viene definita e si rivela una mazzata per il settore, denunciano rivenditori e produttori: «3,70 euro a boccetta, pari a 400 euro al litro:una tassa insostenibile. Assurda se messa a confronto con altri beni, ad esempio la grappa che è tassata a 5 euro al litro».
La tassa, sospesa dal Tar del Lazio, è stata poi confermata dal passaggio del provvedimento in Corte Costituzionale. Tutto finito? No, perché un emendamento alla Legge di Stabilità approvato in Commissione – dunque destinato ad avere valore nel testo – in più assegna «la vendita di liquido contenente nicotina ai Monopoli e alla relativa rete, di fatto ai tabaccai» (e in più impedisce la vendita online).
Quante persone sono coinvolte? Secondo Pozzi si parla di 2500 negozi in Italia e «20-30mila occupati», anche se non ci sono dati certi perché la categoria non è inquadrata in modo univoco. Cosa chiedono a governo e Parlamento? «Chiediamo una equa tassazione sui liquidi che consenta al mercato di svilupparsi come ha fatto in questi anni. Una tassa così esiste solo in Italia e forse in Portogallo».
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