“Non date più soldi a chi tende la mano o vende in strada”
L'appello dell'assessore Caruso, che fa il punto sul numero di contravvenzioni. E accusa certi questuanti di avere guadagni da capogiro
«Non date più soldi a chi tende la mano o a chi vende abusivamente». L’appello viene dall’assessore alla sicurezza Francesca Caruso, preoccupata per l’affluenza di questuanti (considerati poco dignitosi). E persino accusati di avere guadagni pari a quelli di un professionista, da avvocato o da dirigente.
«Mentre i vigili sanzionavano la questuante, una signora incurante della presenza degli agenti le ha allungato una banconota da 5 euro». L’assessore racconta un episodio accaduto martedì in zona stazione.
L’esponente della giunta di centrodestra cita un secondo esempio: «Settimana scorsa i carabinieri sono intervenuti nel posteggio del centro commerciale MalpensaUno, su richiesta di alcuni clienti che si lamentavano dell’insistenza di un venditore abusivo. Ebbene, i militari, prima di condurlo in caserma per gli accertamenti del caso e prima di denunciarlo per resistenza, gli hanno trovato nelle tasche 200 euro in monetine». Frutto, secondo l’assessore, dei guadagni del giorno: «In quanti guadagnano ogni giorno quella cifra? ». In effetti 200 euro sarebbero 4-5000 euro al mese. Guadagni da avvocato, da commercialista o da dirigente, sembrerebbe.
«Tornano nonostante le sanzioni, nonostante vengano allontanati, nonostante il sequestro della merce, perché sanno che vale la pena correre il rischio» accusa ancora l’assessore.
Martedì mattina invece la polizia locale ha sanzionato una cittadina rumena che, sotto i portici di piazzale Giovanni XXIII chiedeva l’elemosina. «Abbiamo potuto multarla perché era sdraiata sulla pubblica via, comportamento vietato dall’apposito articolo (il numero 30) del regolamento comunale. E’ una delle norme, insieme a quella del divieto di accattonaggio utilizzando gli animali o in luoghi che recano intralcio alla circolazione, che ci consente uno spazio di manovra che va oltre il semplice allontanamento previsto dalle leggi dello Stato in vigore. Leggi che considerano reato solo lo sfruttamento dei minori, come è accaduto nelle scorse settimane sempre in zona stazione, quando la polizia locale ha fermato una donna rom che mandava la figlia di 8 anni e chiedere la carità».
In un anno, grazie al regolamento comunale sull’accattonaggio, sono state elevate 70 sanzioni: «Il numero non è alto, ma si devono considerare le restrizioni che ci impediscono di “multare” chi chiede l’elemosina seduto su proprietà private (ad esempio il sagrato di una chiesa o i gradini di una banca) o chi lo fa su suolo pubblico stando in piedi e senza recare disturbo. In questi casi possiamo solo ricorrere all’allontanamento, provvedimento adottato tutti i giorni più volte al giorno dalla nostra polizia locale».
Ecco perché, secondo l’assessore Caruso, solo con l’aiuto dei cittadini è possibile ovviare alle leggi che non costituiscono un valido strumento per debellare il fenomeno dell’accattonaggio. «Ripeto, invito i gallaratesi a non dare più soldi a chi tende la mano o a chi vende abusivamente. Non è questo il modo di aiutare questa gente, che a sua volta viene sfruttata da chi controlla il racket dell’accattonaggio e dell’abusivismo. E, per quanto ci riguarda, non è il modo per collaborare a riportare decoro in città».
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