Una cerimonia “mondiale” per l’apertura degli Special Olympics a Varese

Alfredo e Lella Ambrosetti, che da decenni dialogano con tutto il mondo, hanno pensato per la prima varesina di questo evento una cerimonia "Indimenticabile", venerdì 27. E ne raccontano i particolari

Generico 2018

«Mia moglie da tantissimi anni è membro del board nazionale di Special Olympics. Quando è arrivata la notizia dell’assegnazione dell’evento a Varese, per la prima volta nella storia, mi sono detto: “adesso ci arriva in testa un macigno incredibile”. Non ho avuto torto: non so più da quanti giorni lavoro 10 ore al giorno. Ma ho giurato a me stesso che finchè avrò un alito di respiro le sarò vicino, perciò non mi devo lamentare: mi sono autocondannato parecchi anni fa…»

A parlare è Alfredo Ambrosetti, uno dei varesini più noti al mondo in politica e in economia, inventore di quel Forum di Villa D’Este a Cernobbio, dove è passato tutto il gotha della politica mondiale, da Shimon Peres a Yasser Arafat, da Henri Kissinger a Helmut Schmid, e a cui Gianni Agnelli ha partecipato per 20 anni filati.

A lui e a sua moglie Lella, che è nel board nazionale dell’organizzazione mondiale, compete l’organizzazione dell’evento: e, viste le premesse, per quanto si tratti di una gara regionale e una competizione che ha uno scopo prevalentemente benefico, tale organizzazione non poteva che essere a livelli altissimi.

«Tutto quello che ho fatto nella vita l’ho fatto al meglio, non mi sono mai accontentato di niente di meno  – Precisa Ambrosetti – In realtà il protocollo prevedeva una cerimonia di apertura più povera della cerimonia nazionale, che deve essere più povera di quella mondiale, ma non ero la persona giusta per organizzarla in questi termini. Così mi hanno concesso “uno strappo” per perseguire la nostra idea».

Che poi è questa: «Questa cerimonia deve essere indimenticabile, per tutti: non solo per atleti, parenti e tecnici, ma per tutti quelli che verranno a vederla. Dev’essere in grado di cambiare il comportamento di molte famiglie nei confronti dei disabili intellettivi: troppo spesso le famiglie si vergognano di loro, e li tengono chiusi in casa. Noi vogliamo portarli allo scoperto, e questo l’evento è costruito in modo da influenzare l’atteggiamento della gente nei loro confronti».

TANTI CAMPIONI – E TANTI SPORT – INSIEME IN SCIARPA ROSSA

Il primo obiettivo, quindi, è quello di coinvolgere molte persone: «Quando dico che intendiamo attirare molta gente, non pensiamo solo al gruppo di atleti, genitori e tecnici dei ragazzi, che sono già comunque circa 2500. Vogliamo attrarre almeno altrettante persone che non siano direttamente coinvolte, perchè sono loro che devono conoscere questa realtà. Per questo abbiamo usato come leva quella dei grandi campioni sportivi, che generano passione tra le persone. E siamo stati fortunati, perchè abbiamo avuto il si di tanti campioni importanti»

Saranno infatti presenti con una sciarpa rossa al collo, nello spettacolo organizzato dallo studio Festi Ivan Basso, Igor Cassina, Elia Luini, Nicolò Martinenghi, Aldo Ossola, Gianmarco Pozzecco, Dino Meneghin, Giuseppe Marotta, Stefania Croci, Toto Bulgheroni, Arianna Castiglioni, Stefania Croce: «Davvero un bel gruppo».

“NEANCHE UN CENTESIMO A CARICO DI SPECIAL OLYMPICS”

«Per attirare l’attenzione delle persone su questo argomento, e sull’importanza che lo sport ha nell’unire abili e disabili, ci hanno detto che “La cerimonia di apertura vale il 70% di tutto l’evento” – ha spiegato Ambrosetti – Quindi abbiamo pensato a uno spettacolo straordinario. Ma per fare uno spettacolo straordinario, ci vogliono mezzi economici straordinari: che gli special Olympics, come tutte le organizzazioni che si occupano di fare del bene, non hanno in quantità. Così, mia moglie e io ci siamo fatti carico di finanziare completamente l’evento, con lo scopo di lasciare nemmeno un centesimo in carico di Special Olympics».

Alfredo Ambrosetti e moglie
Alfredo e Lella Ambrosetti

Perchè? «Innanzitutto, perchè per mia moglie Special Olympics è piu di un figlio. Il secondo motivo invece mi riguarda personalmente: nella mia lunga vita professionale ho avuto la fortuna di fare un sacco di cose che hanno avuto grandi fortune nel mondo, ma non le ho mai fatte a Varese: questa mi è sembrata un’opportunità per farlo. Inoltre, farci carico dei costi ci ha permesso di farla secondo le nostre intenzioni, senza vincoli».

UN INNO “DA SANREMO”, UNO SPETTACOLO DA OLIMPIADI

Il risultato: una cerimonia di apertura che vede coinvolti i protagonisti di grandi eventi internazionali, come lo studio Festi che organizzò le Olimpiadi Invernali di Torino 2006, i Mondiali di Ciclismo di Varese 2008, le Olimpiadi di Pechino 2008, i Mondiali di nuoto a Roma 2009, ed è ancora ora famoso nel mondo per i suoi immaginifici spettacoli nei grandi eventi. E un inno realizzato da Luca Chiaravalli, che negli ultimi anni ha firmato alcune delle canzoni di maggior successo in Italia: dai vincitori di Sanremo (E’ sua, solo per dirne una, “Occidentali’s Karma” di Francesco Gabbani) a quelli di XFactor (E’ sua “Due respiri” che ha fatto vincere a Chiara Galliazzo l’edizione 2012).

Il tutto, sotto l’egida dei Supereroi, di cui scopriremo l’identità nella cerimonia in programma venerdì 27 aprile alle 18 al Palazzetto dello Sport PalA2A di Varese. Una cerimonia ad ingresso libero, ma con posti limitati: per questo il palazzetto aprirà alle 17, ed è consigliato l’arrivo in tempo per la Cerimonia di Apertura dei Giochi, che sarà presentata da Paola Saluzzi e da Pier Bergonzi, vice direttore della Gazzetta dello Sport.

Sugli spalti ci saranno parecchi vip della politica e dell’economia, tutti rigorosamente “in famiglia”: «Mario Monti verrà con la moglie, la figlia, il genero e i nipotini, e anche Davide Galimberti verrà con moglie e figli: perchè sono convinti che sia uno spettacolo molto istruttivo per loro, e lo sarà. Hanno poi dato conferma anche il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, e Roberto Maroni. E, naturalmente, ci saranno i nostri nipoti. Ma alla fine della cerimonia subito a casa, perchè la cena di gala per loro è un po’ impegnativa…»

E’ TUTTO NATO COI KENNEDY, 50 ANNI FA

L’organizzazione varesina «In realtà non solo varesina, perchè sedi delle gare saranno anche Gallarate, Casorate Sempione, Arsago Seprio e Tradate» precisa, è guidata da Lella Conti Ambrosetti, nel board italiano di Special Olympics da quando è stata coinvolta direttamente dal suo presidente Tim Shriver, figlio di Eunice Kennedy, a margine di una cena di rappresentanza: l’organizzazione benefica è stata infatti lanciata esattamente 50 anni fa dalla madre, e la guida è ancora saldamente in mano ai Kennedy.

«Sono stata coinvolta dal suo grande entusiasmo, e ne sono ancora ora grata – spiega – Perchè la formula delle gare sportive è ideale per permettere l’inclusione di questi ragazzi che non hanno malattie, ma solo un modo di far funzionare il loro cervello in modo diverso da quello che noi consideriamo normale. E che non necessariamente è limitato, anzi: in alcune situazioni si rivelano molto più efficienti. Penso a uno dei nostri atleti, ragazzo autistico che è in grado di dirti al volo qual è il giorno della settimana in una qualunque data di questi ultimi 2000 anni, o al ragazzo che farà da tedoforo alla cerimonia di apertura, Stefano Codega: che da ragazzo lasciato ai margini nel suo paesino dell’hinterland milanese, si è conquistato una straordinaria celebrità, vincendo due Special Olympics internazionali di seguito: una nel tennis e una nella mezza maratona. L’ha ricevuto persino il Papa».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 26 aprile 2018
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