Varese, un esempio di accessibilità

Martino Pini, valtellinese e disabile dopo un incidente, ha partecipato al moto raduno degli Alpini: «La vostra città è ormai una seconda casa»

Martino Pini sport disabili

È arrivato a Varese portandosi il quad acquistato da poco per rispolverare dopo dieci anni la sua passione per la moto, rispondendo all’invito di chi gli ha insegnato a sciare da seduto dopo che all’età di sedici anni proprio un incidente in moto l’ha costretto a ricominciare a vivere in carrozzina.

«La moto adunata degli Alpini è stata una bella occasione per riabbracciare gli amici della Freerider Sport Events ed il vicario della Questura di Varese Leopoldo Testa che ho conosciuto in una tappa dello ski tour dove ho imparato l’uso del monosci» racconta il 26enne Martino Pini, valtellinese di Grosio.

«Per me Varese sta diventando una seconda casa. Dopo l’incidente ho riabbracciato lo sport grazie al Velo Club Sommese che mi ha permesso di conoscere e praticare l’handbike. Poi il mio conterraneo Luca Maraffio protagonista con la nazionale azzurra di sci paralimpico in due paralimpiadi invernali mi ha invitato allo ski tour distribuito in tutta Italia da ormai sedici anni dalla Freerider del presidente Giulio Broggini e del Maestro Nicola Busata. Incontri che oltre ad offrirmi opportunità di ogni genere mi hanno donato amicizie importanti».

Martino Pini sport disabili

«In questa occasione – prosegue Martino – ho conosciuto anche la Festa della Montagna e l’affetto con cui tanta gente ricambia il meraviglioso impegno degli Alpini maestri di attenzione per gli altri, del rispetto per le tradizioni e il territorio. La sera della vigilia della motoadunata l’ho trascorsa al Campo dei Fiori scoprendo un ambiente fantastico anche se non proprio ideale per chi è in carrozzina. La regolazione del traffico e l’accesso di mezzi dedicati fino all’area ristorazione hanno reso tutto più semplice». 

Martino Pini sport disabili
Martino sul monosci con la Freerider

Quando gli si chiede se si sente un esempio, Martino si schernisce: «Non voglio essere un esempio, per nessuno. Divertendomi e vivendo tutto ciò che la vita sa offrire voglio essere quello che il Velo Club Sommese, Luca e Nicola sono stati per me: utile. Utile a chiunque che dalla nascita o crescendo si ritrova a pensare di non poter coltivare una passione, praticare uno sport, di rinunciare ad una vacanza o a qualsiasi altra cosa. A Varese come in ogni altro posto dove ho voglia di andare arrivo guidando la mia macchina. In Piazza Repubblica seduto sul mio quad ero uno tra i tanti partecipanti alla moto adunata. Grazie anche ad associazioni come la Freerider quando vado a sciare nessuno mi guarda come fossi un marziano».

Martino ricorda anche un’altra bella esperienza nel Varesotto: «Al Lido di Gavirate ho trascorso un’intera settimana con l’Associazione Spina Bifida Italia che organizza un camp estivo dove si insegna a giovani con spina bifida di tutta Italia autonomia, sport e molto altro, toccando con mano tutto ciò che la vostra provincia sa offrire in termini di accessibilità e inclusione, con persone e associazioni capaci di far squadra e appunto, di essere utili agli altri. Grazie Alpini! Arrivederci Varese!».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 agosto 2018
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