I vaccini questi conosciuti: incontro scientifico all’Insubria

L'incontro si terrà il 31 gennaio dalle 16 alle 19 nell’Aula Magna dell’Ateneo. Cecchi Paone condurrà la tavola rotonda

vaccinazioni

«I vaccini questi conosciuti» è il titolo dell’incontro che si terrà il 31 gennaio dalle 16 alle 19 nell’Aula Magna dell’Ateneo in via Ravasi 2 a Varese.

«Due sono gli elementi cruciali alla base del rifiuto del vaccino – spiega il prof. Roberto Accolla, immunopatologo dell’Università degli Studi dell’Insubria, organizzatore del momento di confronto -: la mancata percezione del rischio (il mio bimbo sta bene, perché dovrei vaccinarlo?) e una generalizzata predisposizione a non riconoscere le competenze in ambito scientifico, soprattutto nell’area sanitaria, che porta ad accettare come vere affermazioni assolutamente prive di qualunque valenza scientifica che circolano in rete (e non solo). È fondamentale continuare a comunicare, informare e confrontarsi con la cittadinanza per rispondere a dubbi e domande su un argomento così cruciale per il benessere pubblico».

L’approfondimento scientifico è stato organizzato in collaborazione con l’associazione Giovanna Tosi per la Lotta contro i Tumori e con l’Avis sovracomunale di Varese, riunendo attorno al tavolo diversi esperti dell’ateneo e dell’ospedale di Circolo che daranno voce alle loro competenze sul tema vaccini: il prof. Roberto Accolla, immunopatologo, il prof. Antonio Toniolo, microbiologo medico, il prof. Paolo Grossi, infettivologo, il prof. Massimo Agosti, pediatra, il dott. Vincenzo Saturni, medico trasfusionista, la prof.ssa Licia Iacoviello, epidemiologa, il prof. Fabio Minazzi, filosofo della scienza. Durante la seconda parte dell’incontro, sarà il giornalista Alessandro Cecchi Paone a moderare la tavola rotonda di discussione con il pubblico presente.

«La scoperta dell’immunità e la possibilità di prevenire le malattie infettive tramite la vaccinazione, la procedura che mima la risposta immunitaria dell’individuo all’agente infettivo senza provocare gli effetti devastanti del patogeno, hanno permesso di salvare centinaia di milioni di individui» sottolinea il prof. Accolla.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 gennaio 2019
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Lodevole quanto inutile iniziativa che non servirà a far cambiare idea ad una moltitudine di invasati no-vax che decidono cosa sia scientifico e cosa no semplicemente ad alzata di mano o con le urla.
    Un paese evoluto lo si vede anche nell’ atteggiamento verso una procedura medica che serve a salvare vite umane.
    All’estero si vaccinano e basta, per tutelare se stessi e gli altri, a noi ci tocca addirittura spiegare e motivare delle ovvietà verso una moltitudine di immunologi fai da te laureata sul social network.
    Del resto abbiamo eletto degli scappati di casa al governo della nazione, persone che in più occasioni hanno ribadito che studi e cultura non sono determinanti. Lo è invece il volere della ggggente.

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