“Tutto apposto”, Maicol il rapper accoltellato riparte dalla musica

Uscito dall'ospedale, Master Traetta si è rimesso al lavoro. A breve uscirà il nuovo singolo su Spotify e Youtube

maicol traetta

Ha una voce da tenero e un’ingenuità di fondo che colpiscono, nonostante abbia il volto quasi completamente tatuato. Ma forse non è poi così strano visto che il suo libro preferito – uno dei pochi che ha letto per sua stessa ammissione –  è “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” di Louis Stevenson.

Maicol Traetta, il rapper malnatese  in arte “MasterTraetta accoltellato quasi due mesi fa, appena uscito dall’ospedale si è rimesso al lavoro per realizzare il nuovo singolo dal rassicurante titolo: “Tutto apposto“.

A ventiquattro anni e dopo una settimana in rianimazione, è dunque già pronto per una seconda vita. Dice di sentirsi «un po’ meno rap e trap» ma al tempo stesso molto lontano dalla tradizione melodica nostrana. «Il nuovo disco è totalmente diverso – spiega Master Traetta – L’ho scritto dopo aver sentito un riff alla chitarra, come sottofondo, e mi è venuto istintivo cantarci sopra».

Non sa leggere uno spartito, non ha mai ascoltato musica classica e non ha studiato composizione. E non intende certo iniziare ora. Però sa utilizzare bene la tecnologia per ottenere nuove sonorità dove inserire i suoi versi.

«È la musica che fa l’artista. Il rap, il trap e il pop non esistono più, sono morti» dice con una certa sicumera. Nonostante questa strage di generi musicali, dice di aver apprezzato “Rolls Royce“, la canzone che Achille Lauro ha portato all’ultimo Sanremo: «Mi è piaciuta, ha un bel mood».

Il singolo “Tutto apposto“, distribuito dall’etichetta indipendente Angapp, uscirà su Spotify e Youtube. Nel frattempo Master Traetta sta cercando un lavoro, anche se il suo obiettivo dichiarato è sfondare nella musica.

«Leggo pochissimo ma se devo parlare della mia identità artistica, mi piacerebbe citare quello scrittore che parlava delle tante maschere». In un improvviso rigurgito di memoria scolastica il rapper ha ripescato un incolpevole Luigi Pirandello, quello delle maschere, autore, appunto, di “Uno, nessuno e centomila“. «La mia pelle è come un libro – conclude Master Traetta – e chi mi giudica dai tatuaggi in faccia è come se giudicasse un libro dalla copertina».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 27 aprile 2019
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Commenti

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  1. Scritto da carlo_colombo

    È pur vero che una persona non dovrebbe essere giudicata dai tatuaggi sul volto ma, come si suol dire, il buongiorno si vede dal mattino. Su Ticinonews qualche settimana fa c’era un articolo che trattava la vicenda di un giovane, pure lui tatuato in volto, che è disoccupato da tre anni e a tal proposito hanno intervistato alcuni imprenditori per sapere se avessero pregiudizi in tal senso. Quasi tutti hanno risposto che andava valutata la persona ma che comunque anche l’aspetto aveva la sua importanza, in pratica una risposta pilatesca per non dire quello che veramente pensano.

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