Il percorso di BluLab coinvolge pediatri, scuola, sport e famiglia

Risultati positivi per i primi 28 bambini con autismo presi in carico: "Ora serve l'accreditamento per rendere sostenibili i costi a carico delle famiglie"

Generico 2018

Soddisfazione per i 30 bambini già presi in carico con successo mentre altri 28 sono in lista d’attesa, com’è in attesa di essere riconosciuto e quindi accreditato dal Servizio sanitario regionale “BluLab”, l’innovativo percorso di presa in carico dei minori con diagnosi di autismo messo a punto dall’associazione Spazio Blu e Fondazione Sacra Famiglia.
Il progetto, partito nel novembre del 2017 a Varese, ha l’ambizione di riunire in un unico punto di riferimento, il BluLab appunto, tutti i percorsi abilitativi personalizzati delle persone affette d’autismo, coinvolgendo quindi sotto un’unica regia il pediatra, la famiglia, gli enti specializzati e anche i diversi contesti educativi e sociali, dalla scuola allo sport.

È Cristina Finazzi, genitore di Spazio Blu e promotrice dell’iniziativa, a tracciare un primo bilancio di BluLab dal punto di vista delle famiglie oggi, il 2 aprile, a margine del convegno Insieme per spiegare le ali” promosso da Regione Lombardia al Pierellone in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo”.
“Abbiamo raggiunto l’obbiettivo più ambizioso, che era quello di creare un clima di proficua collaborazione tra i diversi contesti di vita dei bambini con autismo, per lavorare in sinergia e continuità e ottenere risultati migliori nella presa in carico delle famiglie e incidere significativamente sulla qualità della vita”, afferma la Finazzi.
Il problema principale rimane quello economico e quindi della capacità di rispondere al crescente numero di richieste di intervento: “Per ora i costi sono tutti a carico delle famiglie e l’associazione, grazie alle campagne di raccolte fondi riesce a coprire solo in parte questi costi”, spiega, ricordando che l’obiettivo è quello di riuscire ad accreditare il percorso in modo che sia il Servizio sanitario a occuparsene.
“Parte delle domande, soprattutto per i ragazzi più grandi, riusciamo ad evaderle con un altro progetto sperimentale, quello di Counseling, che invece è finanziato dalla Regione”, aggiunge la Finazzi.

Secondo gli ultimi dati ufficiali, quelli pubblicati nel 2016 dal Cdc (Centers of Disease Control and Prevention) americano, ad oggi il Disturbo dello spettro autistico (Asd) è diagnosticato in media a 1 ogni 68 bambini in età scolare. Con un aumento esponenziale registrato negli ultimi anni. “Cinque anni fa la Sacra Famiglia aveva in carico 40 pazienti autistici, oggi sono oltre 600”, aggiunge la Finazzi sottolineando quanto sia fondamentale far ripartire la ricerca sull’Autismo per indagarne le cause e le implicazioni. Cause che sembrano essere non solo genetiche ma probabilmente legate anche a fattori ambientali, come sostiene Paolo Curatolo, Direttore dell’Unità di Neuropsichiatria Infantile dell Policlinico Tor Vergata di Roma, mentre le implicazioni, oltre che di tipo comportamentale “secondo gli ultimi studi, coinvolgono l’intero organismo”, ricorda la Finazzi.
Più ricerca, più integrazione e un effettivo sostegno alle famiglie sono le richieste delle associazioni genitori nella giornata dell’Autismo, illuminata di blu.

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Pubblicato il 02 Aprile 2019
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