«La giunta Magrini operò in maniera corretta»

Parla la difesa, che oggi ha interrogato in aula i propri testi. L’ipotesi contestata è di abuso d’ufficio: rinvio in autunno

Avarie

«L’iter per l’approvazione di quella delibera era corretto. E se fosse stato eseguito stamattina, sarebbe stato lo stesso di quello di sei anni fa».

Sono le parole dell’avvocato Andrea Toppi, legale di alcuni degli imputati per abuso d’ufficio tra i quali figura anche il vice presidente della provincia Marco Magrini (ai tempi delle contestazioni presidente di Comunità Montana), tre ex assessori, due tecnici e il liquidatore della partecipata Valcuvia servizi.

Ciò che viene contestato dalla procura di Varese, che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio, riguarda appunto la decisione della giunta dell’ente montano del 14 ottobre 2013 con la quale si autorizzava la stipula di un contratto con oggetto “Attività strumentali alla gestione del servizio rifiuti”, per l’importo di 107 mila euro, di fatto l’adeguamento a due contratti già in essere tra Valcuvia Servizi e Comunità Montana nel 2009 e 2011.

Società che tuttavia risultava già in liquidazione. E pertanto l’ipotesi contestata è quella dell’articolo 323 del codice penale: abuso d’ufficio, reato compiuto dal “pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a quattro anni“.

Secondo la Procura quella decisione costituisce un illecito, ma per i difensori si è trattato di un iter procedurale del tutto corretto sia per i rilievi tecnici dei responsabili del servizio ragioneria, sia per la decisione “politica“ della giunta nel dare prosecuzione ad un servizio ai cittadini della valle: «Lo scopo dell’esame era quello di far capire quale sia stato l’iter amministrativo che sta dietro a una delibera della giunta esecutiva. Cioè pareri tecnici eseguiti correttamente dai funzionari incaricati per l’aspetto economico/finanziario, ma anche dimostrare che l’organo esecutivo ha agito a seguito di verifiche e controlli che hanno dato pareri favorevoli».

I testi di oggi hanno spiegato come «la decisione della giunta venne presa dopo il benestare della Consulta dei sindaci, dell’Assemblea e del “Comitato politico gestionale“»

Sul piatto c’era il controllo del corretto smaltimento della frazione secca dei rifiuti attraverso il sistema del microchip, e la verifica di correttezza della pesata periodica dei rifiuti: «Nessun contratto nuovo venne fatto, ma un semplice adeguamento del precedente con scopi di verifica che solo la Valcuvia Servizi era in grado di fare», ha concluso l’avvocato Toppi.

Questa mattina sono stati ascoltati due dirigenti di Comunità Montana e una ex dipendente.

La Corte – il collegio presieduto da Orazio Muscato – si è ritirata per armonizzare i prossimi testi della difesa, che saranno sei, e che verranno escussi il prossimo 26 novembre.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 28 maggio 2019
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