Senza esperienza, incompatibile e indagato: chi è il direttore generale voluto da Cozzi, Lazzarini e Fratus

Dall'ordinanza emerge l'iter del tutto personalistico che il vicesindaco Cozzi, il sindaco Fratus e la Lazzarini hanno seguito per assegnare l'incarico di direttore generale ad Enrico Barbarese

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Incompatibile, indagato e senza esperienza, questo il profilo del nuovo direttore generale del Comune di Legnano che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere il vicesindaco di Legnano e ai domiciliari Chiara Lazzarini e il sindaco della città del Carroccio.

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Il sindaco Gianbattista Fratus, ed Enrico Barbarese sono nell’ufficio del vicesindaco Maurizio Cozzi e discutono dei problemi di incompatibilità del candidato Barbarese alla carica di direttore organizzativo del Comune di Legnano.

La gara per il posto di direttore non è stata ancora bandita ma i due amministratori hanno già deciso che a vincerla dovrà essere proprio l’uomo che hanno individuato. Il tema dell’incontro è l’incarico retribuito che Barbarese ha in una società (la Safond Martini di Montecchio Precalcino, in provincia di Vicenza, azienda in amministrazione controllata) e che, secondo il regolamento comunale (in particolare la parte sulle incompatibilità inserita nel 2013 dall’amministrazione Centinaio, ndr), lo rende incompatibile con l’incarico di dirigente comunale. Quando Barabrese solleva il problema, porponendo anche una soluzione, Maurizio Cozzi risponde serafico: «Tanto nessuno sa che c’è questo regolamento».

Il vicesindaco legnanese non si fa nessuna remora e questa intercettazione fa trasparire la sensazione di impunità del politico legnanese il quale, insieme a Chiara Lazzarini (che all’epoca non era ancora assessore) e a Gianbattista Fratus inizia a preoccuparsi della nomina del nuovo direttore organizzativo un mese prima (22 ottobre 2018) che questo desse le dimissioni (protocollate il 28 novembre 2018) per far spazio a Barbarese. È lo stesso Enrico Maria Peruzzi, direttore uscente, a segnalare il suo amico Enrico Barbarese, ai tre odierni arrestati per quel ruolo.

La gara per l’assegnazione dell’incarico viene bandita nel giro di pochi giorni (30 novembre) e con termini ristrettissimi, solo 14 giorni (quando la legge prevede 30 giorni). Il 20 dicembre la commissione valutativa (della quale fa incredibilmente parte lo stesso ex-direttore Peruzzi, che è amico di Barbarese) svolge i colloqui con Barbarese e con altri due soggetti non legittimati.

Il 27 dicembre Barbarese firma il contratto di assunzione e il sindaco Fratus, che quel giorno era a Roma, autorizza la firma digitale per l’assunzione senza conoscere il parere del nucleo valutativo e nonostante la nomina di Barbarese (che aveva anche pendenze penali e nessuna esperienza in enti locali) fosse in aperto contrasto con l’articolo 50 del regolamento comunale che per quel tipo di carica esclude chiuque abbia in essere altri incarichi a fini di lucro.

Eppure nella giunta c’era chi, come Lettiero Munafò, aveva messo in guardia Cozzi del fatto che Barbarese fosse indagato (marzo 2018) per questioni legate ad una discarica di rifiuti di Piombino quando questo ricopriva incarichi per l’Aisu ma il vicesindaco non sembra curarsene più di tanto e anche quando qualcuno solleva la sua mancanza di esperienza nel settore degli enti locali, lui tira dritto.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 16 maggio 2019
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