Il Comitato per il diritto alla Salute: “Del nuovo ospedale sappiamo solo chi gestirà il bar”

Il gruppo che si oppone al progetto di ospedale unico ha manifestato anche in difesa del Cral che dal 1992 gestisce il bar interno e che ora rischia di doverlo lasciare alla cooperativa che ha vinto la gara

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«Mentre continua il progressivo depotenziamento degli ospedali di Gallarate e Busto Arsizio, con la prevista chiusura della pediatria a Gallarate, che sta provocando diverse contrarietà anche fra i lavoratori dell’ospedale, i pediatri di base, le associazioni di volontariato, mentre sul versante dell’ospedale unico, si continua a ignorare quali reparti avrà e quali invece scompariranno o verranno ridimensionati, visto la prevista riduzione di almeno 150 posti letto, si è già proceduto ad affidare la gestione del bar alla Cooperativa presidiata da Giuseppe Filoni, uomo di Caianiello indagato nell’indagine “Mensa dei poveri”».

Il Comitato per il diritto alla Salute del Varesotto non fa sconti e torna a farsi sentire davanti all’ingresso dell’ospedale di Busto Arsizio con un presidio contro il progressivo smantellamento dei due ospedali di Busto Arsizio e Gallarate, in previsione della realizzazione del nuovo ospedale unico a Beata Giuliana, struttura che nella migliore delle ipotesi aprirà i battenti tra 8 anni (come dichiarato dallo stesso direttore dell’Asst Valle Olona, Eugenio Porfido).

«Nel frattempo si è creato un clima di sfiducia tale che nessuno vuole venire a lavorare nei due ospedali, aggravando una crisi di personale che si fa sentire a livello nazionale e ancora di più a Busto e Gallarate – fanno sapere gli appartenenti al comitato che poi proseguono – hanno deciso di chiudere la pediatria e l’oncologia ma, fortunatamente, non hanno ancora messo in pratica questa scelta, dimostrando che era necessario pensarci un po’ su».

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Il comitato ha anche solidarizzato con il Cral dell’ospedale di Busto Arsizio che da tempo si batte contro la decisione di assegnare la gestione del bar dell’ospedale (che gestisce dal 1992 in forza di un accordo 30ennale con l’azienda ospedaliera e che sarebbe scaduto nel 2022) tramite un bando di gara al quale l’associazione non ha potuto partecipare, non avendone le caratteristiche: «Al posto del Cral ci sarà una cooperativa legata a Giuseppe Filoni, uno degli uomini di fiducia di Caianiello, l’uomo accusato di essere al centro di un sistema di spartizione di appalti e nomine all’interno di società e azienda pubbliche» – spiegano dal comitato.

Bruno Coltrario, uno dei consiglieri del Cral, torna a ribadire: «Del Cral fanno parte 230 soci e gli utili derivanti dalla gestione del bar sono sempre stati utilizzati per iniziative interne rivolte ai soci ma anche per iniziative rivolte ai dipendenti dell’ospedale e all’utenza dell’ospedale. Quando ci hanno dato i due locali all’interno non c’era niente, il bancone in muratura e le attrezzature le abbiamo acquistate noi e adesso vogliono dare il bar ad una cooperativa esterna con un bando che prevede già anche una prelazione sulla gestione del bar del nuovo ospedale».

Ora l’associazione di dipendenti ospedalieri attende la decisione del Consiglio di Stato (prevista per il 13 giugno) al quale hanno fatto ricorso dopo che il Tar aveva respinto la loro richiesta di esaminare la legittimità della decisione di mettere a gara la gestione del bar dell’ospedale.

Il presidio si è concluso con un aperitivo offerto dai soci Cral al Comitato per il diritto alla Salute del Varesotto.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 11 giugno 2019
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