Il futuro del Pronto soccorso crea tensioni all’ospedale di Varese

Le discussioni in corso tra Asst Sette Laghi e Università dell'Insubria per risolvere i problemi del PS fanno riemergere le frizioni tra le due componenti

barellaia

Una fuga di notizie che evidenzia “un mal di pancia” diffuso all’interno dell’ospedale di Varese. Le voci di un imminente affidamento del pronto soccorso alla gestione dell’Università dell’Insubria ha costretto la direzione strategica dell’Asst Sette Laghi a puntualizzare lo stato degli atti: «Tra le ipotesi al vaglio sul futuro del reparto – si legge nella nota ufficiale – vi è anche quella di rafforzare la collaborazione con l’Università dell’Insubria, che certamente avrebbe dei risvolti positivi in termini di attrattività, ma anche in termini di innovazione, aggiornamento e di una più ampia partecipazione nel reparto di professionisti formati e in formazione, come avviene già per tutte le strutture dell’Azienda oggetto di convenzione con l’Ateneo.
Solo in virtù di un’analoga convenzione relativa al Pronto Soccorso, il Rettore dell’Università potrebbe procedere all’individuazione del Direttore del reparto, evenienza che, allo stato attuale delle cose, non essendoci alcuna convenzione, non può verificarsi.
E’ quindi più che prematuro avanzare nomi di professionisti che potrebbero ambire all’incarico, pur trattandosi, come nel caso del Prof. Ageno, di specialisti di altissimo spessore che potrebbero certamente svolgere tale incarico con le migliori premesse».

La fuga di notizie evidenzia uno stato di inquietudine tra alcuni professionisti del Circolo varesino. L’imminente decisione che attiene al POAS, il documento di programmazione strategica per l’operatività futura, sta inasprendo un clima, soprattutto tra quanti temono che le decisioni prese dal precedente direttore generale vengano riviste. Furono soprattutto gli universitari, nel mandato precedente, ad andarsene, spesso in evidente contrasto con le scelte manageriale, come del caso del professor Boni. Altri optarono per altre offerte, senza rilasciare dichiarazioni ma lasciando intendere la vena polemica.

Oggi, a farne le spese è il personale del pronto soccorso varesino, rimasto senza primario dopo le dimissioni del dottor Chiaravalle , diretto da un facente funzioni in attesa del concorso. Concorso che potrebbe non esserci: nel caso l’Asst Sette Laghi decidesse di percorrere l’ipotesi accademica, sarebbe sufficiente l’autorizzazione di Regione Lombardia per il cambio ( da reparto ospedaliero a reparto universitario) per attribuire all’Insubria la scelta del professionista a cui affidare la gestione. Attualmente, tra i più papabili è il professor Ageno che ha la direzione dell’unità semplice dipartimentale di degenza breve internistica, specialità affine al Pronto soccorso, e dirige anche la scuola di specialità in medicina d’urgenza e pronto soccorso che vanta due borse ministeriali ogni anno.

Nessuna decisione è stata ancora presa per il pronto soccorso anche se se ne sta discutendo nel collegio di direzione e dei clinici. Il timore è che il modello possa essere poi replicato: dopo il pronto soccorso altri reparti potrebbero subire lo stesso trattamento. Come nel caso dell’oncologia, una volta che la dottoressa Pinotti lascerà per raggiunti limiti d’età.

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 20 giugno 2019
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