Alitalia torna a Linate. Ma Milano Malpensa ha imparato a crescere
Dalle 6 di domenica mattina i due aeroporti tornano alla consueta operatività. Malpensa in tre mesi ha registrato un +44%
Il primo aereo è atterrato a Linate nella serata di sabato, alle ultime luci del giorno, con una lieve foschia che faceva molto Milano. E dopo tre mesi di operazione-bridge, stamattina – domenica 27 ottobre – Malpensa è tornata alla “normalità”, quella di una ormai ventennale convivenza con l’altro aeroporto milanese.
(nella foto: il primo volo Alitalia a Malpensa, 27 luglio 2019)
Tutto come prima? Non esattamente. L’amministratore delegato di Sea Armando Brunini, dopo aver versato bicchieri di benvenuto ai primi passeggeri arrivati a Linate, ha parlato di «stress test» per Malpensa. Una prova generale di una possibile crescita futura, per un aeroporto che è in crescita ormai da alcuni anni, sostenuto da low cost, una compagnia che vi fa hub (Air Italy), una forte presenza dei vettori cinesi e del far east. Per tacer del cargo, in cui è scalo leader incontrastato.
«Lo stress test ci ha anche mostrato le fragilità e questa è una fortuna» ha detto Brunini a Leonard Berberi sul Corriere della Sera. «Se le stime sono corrette arriveremo a questi numeri a Malpensa tra 7-8 anni: abbiamo questo tempo per lavorarci». I numeri parlano di 9,1 milioni di passeggeri in 90 gorni, con un aumento del 44% rispetto allo stesso periodo estivo del 2018.
Lo scenario ovviamente piace a Sea e a chi vuole una crescita potente dello scalo che da una dozzina d’anni fa i conti con alti e bassi, ma preoccupa anche chi – sul territorio – in questi tre mesi ha misurato l’impatto locale, tra rumore (problematico soprattutto nei primi giorni) e traffico stradale. Senza dimenticare, poi, il possibile impatto di nuove infrastrutture stradali, logistiche, ferroviarie, alcune delle quali già in progettazione.
A proposito di trasporti: se a terra uno dei “nodi” da migliorare resta lo smistamento bagagli (citato da Brunini), se non tutto è andato per il meglio sul fronte della sicurezza del lavoro, una nota di merito viene dal sistema Malpensa Express, che si è dimostrato all’altezza (salvo generali problemi del sistema ferroviario) e ha registrato numeri record.
Nel trimestre del bridge Malpensa ha attivato anche la nuova aerostazione per l’aviazione generale (i jet privati), per intercettare una parte del traffico che oggi era vincolato a Linate. Certo, nell’eterna contrapposizione tra Malpensa e Linate continua a pesare il vincolo politico su Milano (con i milanesi affezionatissimi all’aeroporto dentro la città) e soprattutto il ruolo di Alitalia, titolare della gran parte degli slot. Giusto oggi entra in vigore il nuovo prestito-ponte per Alitalia.
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