“Più forti contro il cancro se lottiamo insieme”

Valbossa in rosa, la settimana di prevenzione che ha coinvolto dieci paesi, si concluderà con le visite senologiche, lo spettacolo teatrale e una castagnata domenica 27 ottobre. Un successo anche il convegno in sala consiliare

Valbossa in rosa

Avevano preparato venti fiocchi rosa e qualche metro di nastro colorato. Pensavano sarebbero bastati e invece è andata diversamente. Azzate piano piano si è riempita di colori, i commercianti si sono fatti avanti e hanno accettato di fare la loro parte. La battaglia contro il cancro parte dalla prevenzione porta a porta, si sono detti, e hanno deciso di provarci.

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Manca poco alla fine della settimana di “Valbossa in rosa” ma si può già dire che il bilancio è positivo: tantissime le donne che hanno partecipato alle visite senologiche gratuite (domani, sabato 26 ottobre, tre ambulatori accoglieranno l’ultimo gruppo di persone che si sono prenotate nei giorni scorsi. I posti sono esauriti), molti hanno seguito il convegno di giovedì sera in sala consiliare  e poi la cena all’Alveare di Buguggiate, lo spettacolo teatrale, la castagnata.

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«Noi sappiamo organizzare le feste, ma non c’eravamo mai impegnati in un’iniziativa di questo genere – spiega Marco Leoni, consigliere di Azzate in Valbossa e capofila, insieme a Carlo Arioli ed Adalisa Corbetta, del gruppo che ha realizzato la settimana di prevenzione oncologica -. L’anno scorso avevamo organizzato una castagnata per raccogliere i soldi da utilizzare nella ricostruzione dell’astrovia, sulla ciclabile. Ha avuto un discreto successo e allora ci siamo chiesti perché non riproporla quest’anno con altre finalità. Ci siamo incontrati e Giuseppe Urso ci ha spiegato che conosceva queste associazioni, Andos e Caos, che da tempo sono in prima fila nella lotta al tumore al seno. Tutto è partito da lì, da una chiacchierata con Adele Patrini, presidente dell’associazione Caos. Il nostro piccolo progetto si è trasformato, in poco più di due mesi, in una settimana di iniziative che hanno coinvolto i dieci comuni della Valbossa e tante altre realtà».

L’emozione di Marco Leoni è forte, perché dall’idea di raccogliere un po’ di denaro da devolvere alle due associazioni è partita un’onda contagiosa di entusiasmo e voglia di fare. La settimana di “Valbossa in rosa” sta diventando una sorta di “case history”, un caso di successo da replicare.

«Davvero non ce lo aspettavamo – racconta ancora Marco Leoni – ma si sono fatte avanti tante persone segno che c’è un gran bisogno di fare e di parlare di prevenzione. Mentre stavamo organizzando la settimana ci siamo resi conto che molte donne attorno a noi erano passate da questa esperienza che ti cambia e sconvolge la vita. Molte amiche, mogli di amici avevano avuto un tumore e questo ci ha spinto ancora di più a proseguire su questa strada. Adele Patrini ci ha proposto di lavorare su tre temi: cultura, convivio e prevenzione. Questo abbiamo fatto e quasi ci pare impossibile il successo che abbiamo ottenuto».

Domenica 27 ottobre la settimana si concluderà con la castagnata in piazza della pesa: «Sarà una grande festa – conclude Leoni – ci ritroveremo tutti insieme, prepareremo un risotto rosa, e una sorpresa con l’aiuto dei commercianti. Poi penseremo alla prossima edizione, che cercheremo di curare ancora di più».

«Trovo fantastico che un territorio si attivi con tutta questa energia – ha detto Adele Patrini in apertura del convegno che ha visto la presenza di Emanuele Monti presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia, Francesca Rovera direttrice della Breast Unit, ASST Settelaghi, Luisella Ferrari psicologa Andos, Linda Bascialla, oncologa dell’ospedale di Circolo, Giovanna Iula case Manager Breast Unit ASST Sette Laghi, Renata Maggioli vice presidente Andos e il professor Sessa genetista primario del reparto di genetica – Di cancro al seno si ammalano sempre più donne e sempre più giovani ma la buona notizia è che la percentuale di guarigione supera il 95% a patto però che la diagnosi sia precoce. La cura – ha concluso Patrini – deve diventare scambio di ricerca, di saperi, considerazione della persona, formazione  e solidarietà». E Valbossa in rosa ha fatto la sua parte.

Un’onda rosa “travolge” la Valbossa

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Pubblicato il 25 ottobre 2019
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